venerdì 20 giugno 2008
giovedì 19 giugno 2008
martedì 17 giugno 2008
Le RdB aprono una vertenza su:Regolamento mobilità interna, Fondi per il personale tecnico-amministrativo e Ordinanza
Le RdB hanno valutato con grande preoccupazione alcune scelte compiute dall'Amministrazione in questi ultimi mesi (mobilità interna, buoni-pasto, straordinari) dalle quali è emersa una sostanziale indisponibilità a discutere reali miglioramenti della condizione salariale e lavorativa del personale tecnico-amministrativo.
Regolamento mobilità interna
In particolare considerano estremamente grave la decisione di modificare il Regolamento per la Mobilità Interna, nonostante i molti pareri contrari espressi in contrattazione, dal Consiglio del personale e dalla maggioranza dei componenti del personale tecnico-amministrativo in Consiglio d'Amministrazione.
Queste modifiche rendono molto più facile lo spostamente di personale tra le strutture. Nella discussione in Consiglio d'Amministrazione è stata espressa chiaramente la volontà di una parte della docenza di poter finalmente disporre del personale tecnico-amministrativo senza "inutili intralci" come sono considerate da qualcuno le legittime tutele del personale.
E' evidente che anche qui c'è chi vuole cavalcare la campagna ideologica contro "i fannulloni" per far ricadere sul personale tecnico-amministrativo inefficienze e sprechi che in gran parte derivano invece dalle scelte compiute dai responsabili politici e amministrativi delle amministrazioni pubbliche.
Per questa ragione gli effetti che potrebbe avere il regolamento sulla Mobilità Interna come unilateralmente modificato dall'Amministrazione, non possono essere sottovalutati. Le RdB hanno quindi ritenuto necessario avviare una raccolta di firme tra tutto il personale per chiedere il ripristino delle norme precedenti che tutelano maggiormente tutto il personale. Nei prossimi giorni invieremo il testo dell'appello da far circolare e sottoscrivere.
Fondi per il personale tecnico-amministrativo
La recente discussione sul bilancio consuntivo 2007 avvenuta in Consiglio di Amministrazione ha confermato la preoccupante situazione economico-finanziaria del nostro Ateneo. Su questa hanno sicuramente inciso i tagli dei trasferimenti nazionali, ma è altrettanto evidente che cominciamo a pagare la mancanza di una strategia adeguata di sviluppo della nostra Università. Già in occasione del bilancio preventivo 2008, approvato lo scorso dicembre, avevamo denunciato che si trattava di un bilancio di mera sopravvivenza.
A fronte di questa situazione indubbiamente difficile il peso dei sacrifici non viene ripartito in modo equo. Nel bilancio preventivo per l'anno in corso la voce relativa agli stipendi del personale docente prevende un aumento di 1.308.000 euro, mentre su tutte le voci che riguardano il personale tecnico-amministrativo non c'è un euro in più. Pensiamo invece che la torta sia già eccessivamente sbilanciata a favore della docenza (85 milioni e mezzo di euro contro 37 milioni di euro). Per questo chiediamo che ci sia un impegno nel prossimo triennio a riequilibrare la quota destinata al personale tecnico-amministrativo, che è attualmente attorno al 30% della quota dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) destinata al personale. Anche uno spostamento di solo mezzo punto percentuale garantirebbe le prossime progressioni orizzontali senza rischiare di dover intaccare il Fondo Incentivante.
Ordinanza
L'attuale struttura organizzativa emanata nel 2005 ha dimostrato sin dall'inizio tutti i suoi limiti di impostazione. L'individuazione delle responsabilità nelle strutture decentrate è stata affidata alle indicazioni dei singoli responsabili. Si sono determinati forti disparità di trattamento tra struttura e struttura. Lo stesso è avvenuto anche nella sede centrale. Diverse realtà non hanno avuto adeguato riconoscimento e altre sono state completamente "dimenticate".
Per questo una radicale revisione dell'ordinanza è più che necessaria. Finora l'Amministrazione non ha presentato alcuna proposta in contrattazione, né ha ritenuto di ascoltare preliminarmente le organizzazioni sindacali. Non vorremmo che la revisione si trasformasse in una operazione di impronta clientelare, senza alcun rapporto reale con il miglioramento della struttura organizzativa e il rispetto della professionalità del personale. Tanto più che in presenza di risorse scarse questo influirebbe negativamente sia sul fondo incentivante che sulle progressioni verticali.
Le RdB chiedono:
che si apra subito una discussione sui criteri e le linee generali di revisione dell'ordinanza;
che si proceda a definire la programmazione delle progressioni verticali;
che venga sanate preliminarmente le "code" della precedente ordinanza, per evitare che vi siano strutture che possano beneficiare della terza ordinanza, quando altre devono ancora aspettare la prima.
Su tutti questi temi riteniamo sia necessaria la mobilitazione del personale, prima di trovarci di fronte a fatti compiuti che possano avere pesanti conseguenze negative per tutto il personale.
Questi obbiettivi saranno anche al centro dello sciopero di due ore del 20 giugno, assieme alla rivendicazione del contratto nazionale.
Rappresentanze Sindacali di Base (RdB-CUB)
Regolamento mobilità interna
In particolare considerano estremamente grave la decisione di modificare il Regolamento per la Mobilità Interna, nonostante i molti pareri contrari espressi in contrattazione, dal Consiglio del personale e dalla maggioranza dei componenti del personale tecnico-amministrativo in Consiglio d'Amministrazione.
Queste modifiche rendono molto più facile lo spostamente di personale tra le strutture. Nella discussione in Consiglio d'Amministrazione è stata espressa chiaramente la volontà di una parte della docenza di poter finalmente disporre del personale tecnico-amministrativo senza "inutili intralci" come sono considerate da qualcuno le legittime tutele del personale.
E' evidente che anche qui c'è chi vuole cavalcare la campagna ideologica contro "i fannulloni" per far ricadere sul personale tecnico-amministrativo inefficienze e sprechi che in gran parte derivano invece dalle scelte compiute dai responsabili politici e amministrativi delle amministrazioni pubbliche.
Per questa ragione gli effetti che potrebbe avere il regolamento sulla Mobilità Interna come unilateralmente modificato dall'Amministrazione, non possono essere sottovalutati. Le RdB hanno quindi ritenuto necessario avviare una raccolta di firme tra tutto il personale per chiedere il ripristino delle norme precedenti che tutelano maggiormente tutto il personale. Nei prossimi giorni invieremo il testo dell'appello da far circolare e sottoscrivere.
Fondi per il personale tecnico-amministrativo
La recente discussione sul bilancio consuntivo 2007 avvenuta in Consiglio di Amministrazione ha confermato la preoccupante situazione economico-finanziaria del nostro Ateneo. Su questa hanno sicuramente inciso i tagli dei trasferimenti nazionali, ma è altrettanto evidente che cominciamo a pagare la mancanza di una strategia adeguata di sviluppo della nostra Università. Già in occasione del bilancio preventivo 2008, approvato lo scorso dicembre, avevamo denunciato che si trattava di un bilancio di mera sopravvivenza.
A fronte di questa situazione indubbiamente difficile il peso dei sacrifici non viene ripartito in modo equo. Nel bilancio preventivo per l'anno in corso la voce relativa agli stipendi del personale docente prevende un aumento di 1.308.000 euro, mentre su tutte le voci che riguardano il personale tecnico-amministrativo non c'è un euro in più. Pensiamo invece che la torta sia già eccessivamente sbilanciata a favore della docenza (85 milioni e mezzo di euro contro 37 milioni di euro). Per questo chiediamo che ci sia un impegno nel prossimo triennio a riequilibrare la quota destinata al personale tecnico-amministrativo, che è attualmente attorno al 30% della quota dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) destinata al personale. Anche uno spostamento di solo mezzo punto percentuale garantirebbe le prossime progressioni orizzontali senza rischiare di dover intaccare il Fondo Incentivante.
Ordinanza
L'attuale struttura organizzativa emanata nel 2005 ha dimostrato sin dall'inizio tutti i suoi limiti di impostazione. L'individuazione delle responsabilità nelle strutture decentrate è stata affidata alle indicazioni dei singoli responsabili. Si sono determinati forti disparità di trattamento tra struttura e struttura. Lo stesso è avvenuto anche nella sede centrale. Diverse realtà non hanno avuto adeguato riconoscimento e altre sono state completamente "dimenticate".
Per questo una radicale revisione dell'ordinanza è più che necessaria. Finora l'Amministrazione non ha presentato alcuna proposta in contrattazione, né ha ritenuto di ascoltare preliminarmente le organizzazioni sindacali. Non vorremmo che la revisione si trasformasse in una operazione di impronta clientelare, senza alcun rapporto reale con il miglioramento della struttura organizzativa e il rispetto della professionalità del personale. Tanto più che in presenza di risorse scarse questo influirebbe negativamente sia sul fondo incentivante che sulle progressioni verticali.
Le RdB chiedono:
che si apra subito una discussione sui criteri e le linee generali di revisione dell'ordinanza;
che si proceda a definire la programmazione delle progressioni verticali;
che venga sanate preliminarmente le "code" della precedente ordinanza, per evitare che vi siano strutture che possano beneficiare della terza ordinanza, quando altre devono ancora aspettare la prima.
Su tutti questi temi riteniamo sia necessaria la mobilitazione del personale, prima di trovarci di fronte a fatti compiuti che possano avere pesanti conseguenze negative per tutto il personale.
Questi obbiettivi saranno anche al centro dello sciopero di due ore del 20 giugno, assieme alla rivendicazione del contratto nazionale.
Rappresentanze Sindacali di Base (RdB-CUB)
PER IL RINNOVO SUBITO DEL CONTRATTO SCADUTO: 20 GIUGNO 2008 SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI UNIVERSITARI DI 2 ORE
E' passato un mese dall'ultimo incontro con l'ARAN ma la trattativa sul contratto nazionale scaduto non riprende a dimostrazione che non c'è volontà di fare un accordo rapido per garantire ai lavoratori universitari gli aumenti che aspettano dal 2006. Gli altri lavoratori pubblici gli aumenti li hanno già avuti!
Non protestare e non mobilitarsi contro il diverso trattamento riservato ai lavoratori universitari e della ricerca, in tempi di attacchi sfrenati ai lavoratori pubblici in nome della lotta ai "fannulloni" significa isolare e indebolire due delle categorie numericamente più deboli del pubblico impiego e aprire le porte alla "sperimentazione" in questi comparti di quelle "riforme" contrattuali che prevedono la cancellazione dei contratti economici biennali e dello stesso contratto nazionale!
NON FAREMO LE CAVIE PER LE "RIFORME" DEL MODELLO CONTRATTUALE!
LA VERA RIFORMA CONTRATTUALE E':
RINNOVARE SUBITO I CONTRATTI SCADUTI,
PAGARE AI LAVORATORI GLI AUMENTI DOVUTI!
L'assemblea nazionale dei delegati RdB d'Ateneo, riunita a Roma il 6 giugno, preso atto del fallimento del tentativo di conciliazione avviato presso il Ministero del Lavoro, ha perciò deciso di far coincidere la propria iniziativa di lotta per il contratto con il giorno del 20 giugno, data di mobilitazione nazionale indetta unitariamente dal sindacalismo di base dei lavoratori pubblici e privati, per il salario, la sicurezza sul lavoro, la democrazia sindacale contro la precarietà:
20 GIUGNO 2008
SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI UNIVERSITARI DI 2 ORE
Non protestare e non mobilitarsi contro il diverso trattamento riservato ai lavoratori universitari e della ricerca, in tempi di attacchi sfrenati ai lavoratori pubblici in nome della lotta ai "fannulloni" significa isolare e indebolire due delle categorie numericamente più deboli del pubblico impiego e aprire le porte alla "sperimentazione" in questi comparti di quelle "riforme" contrattuali che prevedono la cancellazione dei contratti economici biennali e dello stesso contratto nazionale!
NON FAREMO LE CAVIE PER LE "RIFORME" DEL MODELLO CONTRATTUALE!
LA VERA RIFORMA CONTRATTUALE E':
RINNOVARE SUBITO I CONTRATTI SCADUTI,
PAGARE AI LAVORATORI GLI AUMENTI DOVUTI!
L'assemblea nazionale dei delegati RdB d'Ateneo, riunita a Roma il 6 giugno, preso atto del fallimento del tentativo di conciliazione avviato presso il Ministero del Lavoro, ha perciò deciso di far coincidere la propria iniziativa di lotta per il contratto con il giorno del 20 giugno, data di mobilitazione nazionale indetta unitariamente dal sindacalismo di base dei lavoratori pubblici e privati, per il salario, la sicurezza sul lavoro, la democrazia sindacale contro la precarietà:
20 GIUGNO 2008
SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI UNIVERSITARI DI 2 ORE
giovedì 5 giugno 2008
Accordo sullo straordinario
ACCORDO DI CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA INERENTE I CRITERI GENERALI PER LA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE DESTINATE ALLA CORRESPONSIONE DEI COMPENSI PER PRESTAZIONI DI LAVORO STRAORDINARIO - ANNO 2008 -
Le delegazioni titolari della Contrattazione Integrativa,
preso atto
del precedente accordo, sottoscritto in data 5 febbraio 2008, con cui si era convenuto di assegnare provvisoriamente alle Strutture dell’Ateneo un monte ore lavoro straordinario pari a circa il 33% dell’assegnazione effettuata per l’anno 2007;
che il lavoro straordinario non può rappresentare un fattore ordinario di programmazione del tempo di lavoro e, pertanto, può essere utilizzato solo per esigenze eccezionali, imprevedibili e non programmabili;
della volontà delle parti di effettuare un monitoraggio trimestrale e costante delle prestazioni straordinarie retribuite e delle maggiori prestazioni rese dal personale;
convengono
sui seguenti criteri generali per la ripartizione delle risorse stanziate per la corresponsione dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario, dando contestualmente mandato all’Amministrazione di:
1. procedere ad una ulteriore assegnazione del monte ore lavoro straordinario nei confronti delle varie Strutture dell’Ateneo, attribuendo nel complesso a ciascuna struttura un monte ore annuo non superiore al 92% dell’assegnazione effettuata per l’anno 2007;
2. accantonare una quota pari a n° 3.400 ore di lavoro straordinario, al fine di garantire prestazioni indispensabili e non programmabili;
3. riconfermare la possibilità, per il personale con regime di lavoro part-time orizzontale, di richiedere il pagamento per lavoro straordinario non oltre le 36 ore annue, con un massimo di n° 5 ore mensili;
4. fissare un tetto massimo, di norma, di n° 150 ore annue per l’utilizzo del monte ore lavoro straordinario consentito al singolo dipendente, fatto salvo quanto previsto dal Dlgs n° 66/2003;
5. effettuare un monitoraggio nominativo e trimestrale dell’utilizzo del monte ore lavoro straordinario assegnato alle Strutture e delle maggiori prestazioni rese dal personale, dandone informazione alla parte sindacale.
I Responsabili di ogni Struttura non potranno destinare al proprio personale quote orarie eccedenti il monte ore lavoro straordinario assegnato.
In caso di insorgenza di esigenze eccezionali, imprevedibili e non programmabili potranno richiedere un’assegnazione integrativa, con richiesta adeguatamente motivata che sarà valutata di norma entro il mese successivo.
I suddetti Responsabili dovranno astenersi dall’autorizzare richieste di pagamento in attesa della valutazione della propria richiesta da parte dell’Amministrazione o in assenza dell’assegnazione dell’integrazione richiesta.
Il personale interessato potrà, compatibilmente con le esigenze della struttura, procedere al recupero delle ore lavorate oltre l’orario normale.
Le parti convengono, infine, di destinare ad un utilizzo diverso nell’ambito dell’art. 67 del CCNL, rispetto a quanto indicato nella certificazione dei Revisori dei Conti in data 17.12.2007, i risparmi accertati a consuntivo delle risorse destinate alla corresponsione dei compensi per lavoro straordinario ed in particolare di finalizzarle alla quota destinata alle progressioni orizzontali.
Quanto sopra fatto salvo orientamenti diversi che potrebbero essere assunti all’atto della definizione del contratto integrativo per il triennio 2008-2010.
Parma, __4 giugno 2008____
Per la delegazione di Parte Pubblica:
Prof. Guido CRISTINI _____firmato________
Dr. Angelo ALIANI _____firmato________
La delegazione di Parte Sindacale:
- R.S.U.:
CAVAZZINI Giovanna _____firmato________
COVINO Francesco __________________
DI LORENZO Guido __________________
FERRARI Franco __________________
FUGANTI Anna Maria __________________
FURINI Angelo _____firmato________
GHILLANI Mario __________________
MONTANARI Franco _____firmato________
POLETTI Silvia _____firmato________
RIVALTA Giuseppe _____firmato________
TOTARO Lucia _____firmato________
VARESI Maria Cristina
Per le Strutture territoriali delle Organizzazioni Sindacali di comparto:
IANELLI Giovanni _____firmato________
su designazione Sindacato Flc CGIL
PINARDI Gian Luca _____firmato________
Sindacato CISL
MANINI Maurizio _____firmato________
Sindacato UIL
MICHELINI Gianluigi _____firmato________
Su designazione Sindacato CISAPUNI
MARINI Riccardo ___________________
Su designazione Sindacato CSA della CISAL
Le delegazioni titolari della Contrattazione Integrativa,
preso atto
del precedente accordo, sottoscritto in data 5 febbraio 2008, con cui si era convenuto di assegnare provvisoriamente alle Strutture dell’Ateneo un monte ore lavoro straordinario pari a circa il 33% dell’assegnazione effettuata per l’anno 2007;
che il lavoro straordinario non può rappresentare un fattore ordinario di programmazione del tempo di lavoro e, pertanto, può essere utilizzato solo per esigenze eccezionali, imprevedibili e non programmabili;
della volontà delle parti di effettuare un monitoraggio trimestrale e costante delle prestazioni straordinarie retribuite e delle maggiori prestazioni rese dal personale;
convengono
sui seguenti criteri generali per la ripartizione delle risorse stanziate per la corresponsione dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario, dando contestualmente mandato all’Amministrazione di:
1. procedere ad una ulteriore assegnazione del monte ore lavoro straordinario nei confronti delle varie Strutture dell’Ateneo, attribuendo nel complesso a ciascuna struttura un monte ore annuo non superiore al 92% dell’assegnazione effettuata per l’anno 2007;
2. accantonare una quota pari a n° 3.400 ore di lavoro straordinario, al fine di garantire prestazioni indispensabili e non programmabili;
3. riconfermare la possibilità, per il personale con regime di lavoro part-time orizzontale, di richiedere il pagamento per lavoro straordinario non oltre le 36 ore annue, con un massimo di n° 5 ore mensili;
4. fissare un tetto massimo, di norma, di n° 150 ore annue per l’utilizzo del monte ore lavoro straordinario consentito al singolo dipendente, fatto salvo quanto previsto dal Dlgs n° 66/2003;
5. effettuare un monitoraggio nominativo e trimestrale dell’utilizzo del monte ore lavoro straordinario assegnato alle Strutture e delle maggiori prestazioni rese dal personale, dandone informazione alla parte sindacale.
I Responsabili di ogni Struttura non potranno destinare al proprio personale quote orarie eccedenti il monte ore lavoro straordinario assegnato.
In caso di insorgenza di esigenze eccezionali, imprevedibili e non programmabili potranno richiedere un’assegnazione integrativa, con richiesta adeguatamente motivata che sarà valutata di norma entro il mese successivo.
I suddetti Responsabili dovranno astenersi dall’autorizzare richieste di pagamento in attesa della valutazione della propria richiesta da parte dell’Amministrazione o in assenza dell’assegnazione dell’integrazione richiesta.
Il personale interessato potrà, compatibilmente con le esigenze della struttura, procedere al recupero delle ore lavorate oltre l’orario normale.
Le parti convengono, infine, di destinare ad un utilizzo diverso nell’ambito dell’art. 67 del CCNL, rispetto a quanto indicato nella certificazione dei Revisori dei Conti in data 17.12.2007, i risparmi accertati a consuntivo delle risorse destinate alla corresponsione dei compensi per lavoro straordinario ed in particolare di finalizzarle alla quota destinata alle progressioni orizzontali.
Quanto sopra fatto salvo orientamenti diversi che potrebbero essere assunti all’atto della definizione del contratto integrativo per il triennio 2008-2010.
Parma, __4 giugno 2008____
Per la delegazione di Parte Pubblica:
Prof. Guido CRISTINI _____firmato________
Dr. Angelo ALIANI _____firmato________
La delegazione di Parte Sindacale:
- R.S.U.:
CAVAZZINI Giovanna _____firmato________
COVINO Francesco __________________
DI LORENZO Guido __________________
FERRARI Franco __________________
FUGANTI Anna Maria __________________
FURINI Angelo _____firmato________
GHILLANI Mario __________________
MONTANARI Franco _____firmato________
POLETTI Silvia _____firmato________
RIVALTA Giuseppe _____firmato________
TOTARO Lucia _____firmato________
VARESI Maria Cristina
Per le Strutture territoriali delle Organizzazioni Sindacali di comparto:
IANELLI Giovanni _____firmato________
su designazione Sindacato Flc CGIL
PINARDI Gian Luca _____firmato________
Sindacato CISL
MANINI Maurizio _____firmato________
Sindacato UIL
MICHELINI Gianluigi _____firmato________
Su designazione Sindacato CISAPUNI
MARINI Riccardo ___________________
Su designazione Sindacato CSA della CISAL
mercoledì 21 maggio 2008
Nuovo Regolamento per la mobilità interna: l'Amministrazione vuole mano libera sui trasferimenti
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato ieri il nuovo Regolamento per la Mobilità Interna. Come già anticipato in sede di contrattazione le RdB hanno confermato il proprio giudizio negativo sulle modifiche introdotte, il cui unico scopo è di garantire ancor più mano libera all'Amministrazione nella gestione dei trasferimenti. Tale giudizio ha portato al voto contrario del nostro Consigliere d'Amministrazione Vincenzo Trezza (unitamente ai consiglieri Milla Bertani, Augusto Marenghi e Rita Ollà).
Il bando di mobilità diventa l'eccezione e non la norma
Nel vecchio Regolamento (art. 2, comma 2) era scritto che i bandi per la mobilità interna dovevano essere "emanati ogni qual volta si verifichi la necessità di assegnare personale ad una struttura". Dal 2002, quando il Regolamento era stato emanato ad oggi, l'Amministrazione ha applicato in modo incompleto questo criterio. In realtà i bandi sono stati utilizzati quasi solo per i posti messi a concorso pubblico. Spesso sono i posti meno "appetibili", mentre altri che avrebbero potuto suscitare interesse e disponibilità da parte del personale, sono stati gestiti direttamente dall'Amministrazione. Con questa modifica del Regolamento, anziché rendere più vincolante il ricorso ad una procedura trasparente di gestione della mobilità interna, ne si limita ulteriormente la portata. In questi anni è stato più facile conoscere i posti disponibili nelle altre Università, sui quali veniamo regolarmente informati, che quelli "liberi" nella nostra.
Al Regolamento viene poi aggiunto un comma nel quale si prevede che "i dipendenti possono liberamente presentare domanda di mobilità anche in mancanza di specifici bandi". Di fatto questo è già avvenuto anche se non era specificato. Ma se si collega questa modifica a quella precedente, che riduce il ricorso al bando di mobilità, ci si rende conto che anziché andare a beneficio dei dipendenti anche questa norma in questo contesto va a favore di una maggiore discrezionalità dell'Amministrazione.
Più facile la mobilità imposta dall'Amministrazione
Nel precedente Regolamento tutte le forme di mobilità effettuate nell'interesse e su volontà dell'Amministrazione erano disciplinate in modo tale da garantire la massima tutela dei diritti del personale interessato. Nel nuovo Regolamento questi articoli vengono sostituiti da uno solo, nel quale gran parte di queste tutele si perdono per strada.
Nella riunione del Consiglio di Amministrazione 4 su 6 Consiglieri eletti dal personale tecnico-amministrativo hanno votato contro alle modifiche del Regolamento. In precedenza anche il Consiglio del Personale Tecnico-Amministrativo aveva espresso parere contrario. Ciò avrebbe dovuto indurre l'Amministrazione ed anche il resto del Consiglio, quantomeno ad una riflessione sulle ragioni di un dissenso così ampio. Si è invece voluto andare avanti a tutti i costi e questo non è certamente un buon segno.
Rappresentanze Sindacali di Base (RdB-CUB)
Il bando di mobilità diventa l'eccezione e non la norma
Nel vecchio Regolamento (art. 2, comma 2) era scritto che i bandi per la mobilità interna dovevano essere "emanati ogni qual volta si verifichi la necessità di assegnare personale ad una struttura". Dal 2002, quando il Regolamento era stato emanato ad oggi, l'Amministrazione ha applicato in modo incompleto questo criterio. In realtà i bandi sono stati utilizzati quasi solo per i posti messi a concorso pubblico. Spesso sono i posti meno "appetibili", mentre altri che avrebbero potuto suscitare interesse e disponibilità da parte del personale, sono stati gestiti direttamente dall'Amministrazione. Con questa modifica del Regolamento, anziché rendere più vincolante il ricorso ad una procedura trasparente di gestione della mobilità interna, ne si limita ulteriormente la portata. In questi anni è stato più facile conoscere i posti disponibili nelle altre Università, sui quali veniamo regolarmente informati, che quelli "liberi" nella nostra.
Al Regolamento viene poi aggiunto un comma nel quale si prevede che "i dipendenti possono liberamente presentare domanda di mobilità anche in mancanza di specifici bandi". Di fatto questo è già avvenuto anche se non era specificato. Ma se si collega questa modifica a quella precedente, che riduce il ricorso al bando di mobilità, ci si rende conto che anziché andare a beneficio dei dipendenti anche questa norma in questo contesto va a favore di una maggiore discrezionalità dell'Amministrazione.
Più facile la mobilità imposta dall'Amministrazione
Nel precedente Regolamento tutte le forme di mobilità effettuate nell'interesse e su volontà dell'Amministrazione erano disciplinate in modo tale da garantire la massima tutela dei diritti del personale interessato. Nel nuovo Regolamento questi articoli vengono sostituiti da uno solo, nel quale gran parte di queste tutele si perdono per strada.
Nella riunione del Consiglio di Amministrazione 4 su 6 Consiglieri eletti dal personale tecnico-amministrativo hanno votato contro alle modifiche del Regolamento. In precedenza anche il Consiglio del Personale Tecnico-Amministrativo aveva espresso parere contrario. Ciò avrebbe dovuto indurre l'Amministrazione ed anche il resto del Consiglio, quantomeno ad una riflessione sulle ragioni di un dissenso così ampio. Si è invece voluto andare avanti a tutti i costi e questo non è certamente un buon segno.
Rappresentanze Sindacali di Base (RdB-CUB)
giovedì 8 maggio 2008
Mobilità, straordinario, buoni-pasto
Come da verbale del CdA n° 400/25534 del 11.03.02 con cui è stato approvato il vigente regolamento per la mobilità interna ed è stato contestualmente dato mandato al Magnifico Rettore di rivedere e migliorare il testo in relazione alle esigenze della struttura organizzativa, assumendo i necessari contatti con OO.SS. e RSU ai fini di addivenire all'emanazione del regolamento si allega testo da porre in discussione:
REGOLAMENTO PER LA MOBILITA' INTERNA
Art. 1 Norme generali.
1. Il presente regolamento disciplina la mobilità di personale tecnico-amministrativo tra le strutture dell'Università degli Studi di Parma, di seguito denominata Amministrazione.
2. Il procedimento di mobilità del personale tra le strutture costituisce esercizio del potere di organizzazione del lavoro dell'Amministrazione, in un contesto di oggettive necessità di funzionamento dei servizi e dei processi interni anche in considerazione del miglior inserimento del personale nell'organizzazione del lavoro.
3. Il Rettore, su proposta del Direttore Amministrativo, informate le Organizzazioni Sindacali e le Rappresentanze Sindacali Unitarie, provvede alla ripartizione del personale tecnico-amministrativo tra le strutture dell'Ateneo.
4. Il procedimento di mobilità deve tener conto:
- delle dotazioni organiche del personale tecnico amministrativo e della programmazione del fabbisogno di personale;
- della preventiva e motivata valutazione delle esigenze di servizio e della funzionalità delle strutture interessate;
- dell'interesse del lavoratore ad una idonea collocazione per favorirne lo sviluppo professionale;
- delle esigenze fondate su ragioni di salute accertate dall'Amministrazione;
- della preventiva audizione degli interessati;
- della categoria e dell'area professionale di appartenenza del dipendente, nonché delle competenze professionali acquisite dal dipendente, nonché delle funzioni già attribuite con atto formale, fermo restando la richiesta dell'interessato di rinuncia alle predette funzioni.
Art. 2 Mobilità su domanda.
1. La mobilità su domanda è di norma disposta sulla base di una selezione effettuata a seguito di bando di mobilità interna emanato con Decreto Rettorale.
2. Il bando, informate le OO.SS. e le R.S.U., viene emanato e reso pubblico mediante affissione all'Albo dell'Ateneo e nella pagina Web.
3. I posti vacanti, prima di essere coperti da vincitori di concorso, dovranno essere messi a bando di mobilità.
4. Gli interessati possono presentare al Rettore, entro i termini previsti dal bando, motivata domanda di mobilità, allegando curriculum professionale del lavoro espletato presso l'Università che consenta una utile valutazione in merito alla professionalità acquisita ed alle aspirazioni personali.
5. Il Rettore dispone l'accoglimento o meno delle domande in base ai seguenti criteri:
a) competenze professionali del dipendente in rapporto alle necessità della struttura di destinazione;
b) esigenze ed obiettivi di funzionalità delle strutture di provenienza e di destinazione;
c) motivazioni rilevanti espresse dall'interessato tra cui i motivi di salute, di famiglia e di relazione con l'ambiente lavorativo.
6. I provvedimenti di mobilità sono comunicati ai dipendenti interessati ed ai responsabili delle strutture interessate. Le decisioni assunte saranno rese pubbliche mediante affissione all'albo dell'Ateneo e ne verrà data pubblicità nella pagina Web. Gli interessati potranno proporre ricorso al Rettore entro 10 giorni dalla notifica.
7. Le domande non accolte saranno considerate decadute.
8. Non può essere presentata domanda di trasferimento prima di un anno dal provvedimento di assunzione ovvero dall'ultimo provvedimento di assegnazione ad una struttura.
9. i dipendenti possono liberamente presentare domanda di mobilità anche in mancanza di specifici bandi
Art. 3 Mobilità operata dall'Amministrazione
1. La mobilità operata dall'Amministrazione è disposta fornendo preventiva informazione alle OO.SS e alla RSU per ragioni di servizio nei seguenti casi:
a. esigenze organizzative di riassetto e/o riconfigurazione di uffici e strutture;
b. esigenze straordinarie ed urgenti, anche di carattere temporaneo, volte ad assicurare la funzionalità e il buon andamento dei servizi.
2. Nei casi previsti per legge e contratto e, comunque, ove ritenuto opportuno. In questa fattispecie vengono assicurati i necessari interventi formativi.
3. Gli interessati possono, entro 10 giorni dalla comunicazione, presentare osservazioni e rilievi al Rettore.
4. Agli interessati è data comunicazione dell'inizio del procedimento di mobilità.
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Lavoro straordinario 2008
Nel rammentare che:
- la dotazione annua lavoro straordinario è pari a n° 14.384 ore (corrispondenti a € 201.382,00 al netto degli oneri a carico Ente);
- per l'anno in corso si è provveduto ad assegnare alle strutture dell'Ateneo il 30% del monte ore assegnato l'anno precedente, pari a n° 3.562 ore.
Si propone una ulteriore assegnazione, sino al mese di dicembre, di circa n° 6.400 ore.
Ciò permetterebbe sia di accantonare una quota per l'Amministrazione, al fine di garantire prestazioni inderogabili ed imprevedibili di n° 3.400 ore sia di destinare risorse per le prossime progressioni orizzontali.
La proposta comporterebbe una riduzione dell'8% del monte ore da assegnare, rispetto all'anno 2007.
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ACCORDO DI ATENEO PER LA CONCESSIONE DI BUONI PASTO AI DIPENDENTI CHE PRESTANO SERVIZIO IN SEDI DI LAVORO NON PROVVISTE DI MENSA CONVENZIONATA
Premesso che
" l'erogazione dei buoni pasto è disciplinata dall'art. 49 del CCNL del 09.08.2000;
" il bilancio di previsione al TIT. 01, CAT 2 Cap. 21 "Interventi sociali a favore del personale: mensa e buoni pasto" presenta una disponibilità finanziaria di € 700.000,00=;
LE PARTI TRATTANTI:
preso atto dell'art. 3 della legge 23/1986;
richiamato il precedente accordo di contrattazione integrativa, in materia di buoni pasto, sottoscritto dalle parti in data 19.05.1997;
ravvisata la necessità di modificare ed integrare l'accordo sopra richiamato;
CONVENGONO
Il buono pasto è riservato al personale tecnico-amministrativo, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato, nonché ai collaboratori esperti linguistici.
L'Ateno riconosce n° 2 buoni pasto settimanali, sino ad un massimo di n° 50 buoni a semestre, al personale tecnico-amministrativo che opera in sedi di lavoro non provviste di mensa convenzionata.
La suddetta dotazione semestrale di n° 50 buoni è rilasciata anticipatamente dal Settore Economato e Provveditorato, previo conguaglio delle assenze effettuate nei sei mesi precedenti. Non danno luogo a decurtazione le due settimane di ferie obbligatorie.
Ha diritto al buono pasto il personale tecnico-amministrativo che effettua, indipendentemente dall'articolazione dell'orario di lavoro, uno o più rientri pomeridiani per un totale orario giornaliero superiore alle sette ore, dopo la decurtazione della relativa pausa pranzo di 30 minuti.
I buoni pasto hanno un valore nominale complessivo di € 8,00 e sono assoggettati alle ritenute previdenziali e fiscali per il dipendente e agli oneri previdenziali e all'IRAP per l'Amministrazione - per la parte eccedente € 5,29.
Inoltre, alla data odierna, sono attive mense convenzionate presso il Campus Universitario e l'insediamento ospedaliero.
I dipendenti che prestano servizio presso tali sedi hanno la facoltà di optare semestralmente tra buono pasto e buono mensa.
Collaboratori esperti linguistici
I collaboratori linguistici hanno diritto a n° 2 buoni pasto settimanali, limitatamente ai giorni in cui svolgono un orario di servizio di fatto superiore alle 7 ore con una pausa pranzo di almeno 30 minuti.
Il rilascio dei buoni potrà essere richiesto, a posteriori, al Servizio Provveditorato che provvederà al relativo rilascio dietro certificazione del Servizio Gestione attestante la quantificazione semestrale a cui il dipendente ha di fatto diritto.
REGOLAMENTO PER LA MOBILITA' INTERNA
Art. 1 Norme generali.
1. Il presente regolamento disciplina la mobilità di personale tecnico-amministrativo tra le strutture dell'Università degli Studi di Parma, di seguito denominata Amministrazione.
2. Il procedimento di mobilità del personale tra le strutture costituisce esercizio del potere di organizzazione del lavoro dell'Amministrazione, in un contesto di oggettive necessità di funzionamento dei servizi e dei processi interni anche in considerazione del miglior inserimento del personale nell'organizzazione del lavoro.
3. Il Rettore, su proposta del Direttore Amministrativo, informate le Organizzazioni Sindacali e le Rappresentanze Sindacali Unitarie, provvede alla ripartizione del personale tecnico-amministrativo tra le strutture dell'Ateneo.
4. Il procedimento di mobilità deve tener conto:
- delle dotazioni organiche del personale tecnico amministrativo e della programmazione del fabbisogno di personale;
- della preventiva e motivata valutazione delle esigenze di servizio e della funzionalità delle strutture interessate;
- dell'interesse del lavoratore ad una idonea collocazione per favorirne lo sviluppo professionale;
- delle esigenze fondate su ragioni di salute accertate dall'Amministrazione;
- della preventiva audizione degli interessati;
- della categoria e dell'area professionale di appartenenza del dipendente, nonché delle competenze professionali acquisite dal dipendente, nonché delle funzioni già attribuite con atto formale, fermo restando la richiesta dell'interessato di rinuncia alle predette funzioni.
Art. 2 Mobilità su domanda.
1. La mobilità su domanda è di norma disposta sulla base di una selezione effettuata a seguito di bando di mobilità interna emanato con Decreto Rettorale.
2. Il bando, informate le OO.SS. e le R.S.U., viene emanato e reso pubblico mediante affissione all'Albo dell'Ateneo e nella pagina Web.
3. I posti vacanti, prima di essere coperti da vincitori di concorso, dovranno essere messi a bando di mobilità.
4. Gli interessati possono presentare al Rettore, entro i termini previsti dal bando, motivata domanda di mobilità, allegando curriculum professionale del lavoro espletato presso l'Università che consenta una utile valutazione in merito alla professionalità acquisita ed alle aspirazioni personali.
5. Il Rettore dispone l'accoglimento o meno delle domande in base ai seguenti criteri:
a) competenze professionali del dipendente in rapporto alle necessità della struttura di destinazione;
b) esigenze ed obiettivi di funzionalità delle strutture di provenienza e di destinazione;
c) motivazioni rilevanti espresse dall'interessato tra cui i motivi di salute, di famiglia e di relazione con l'ambiente lavorativo.
6. I provvedimenti di mobilità sono comunicati ai dipendenti interessati ed ai responsabili delle strutture interessate. Le decisioni assunte saranno rese pubbliche mediante affissione all'albo dell'Ateneo e ne verrà data pubblicità nella pagina Web. Gli interessati potranno proporre ricorso al Rettore entro 10 giorni dalla notifica.
7. Le domande non accolte saranno considerate decadute.
8. Non può essere presentata domanda di trasferimento prima di un anno dal provvedimento di assunzione ovvero dall'ultimo provvedimento di assegnazione ad una struttura.
9. i dipendenti possono liberamente presentare domanda di mobilità anche in mancanza di specifici bandi
Art. 3 Mobilità operata dall'Amministrazione
1. La mobilità operata dall'Amministrazione è disposta fornendo preventiva informazione alle OO.SS e alla RSU per ragioni di servizio nei seguenti casi:
a. esigenze organizzative di riassetto e/o riconfigurazione di uffici e strutture;
b. esigenze straordinarie ed urgenti, anche di carattere temporaneo, volte ad assicurare la funzionalità e il buon andamento dei servizi.
2. Nei casi previsti per legge e contratto e, comunque, ove ritenuto opportuno. In questa fattispecie vengono assicurati i necessari interventi formativi.
3. Gli interessati possono, entro 10 giorni dalla comunicazione, presentare osservazioni e rilievi al Rettore.
4. Agli interessati è data comunicazione dell'inizio del procedimento di mobilità.
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Lavoro straordinario 2008
Nel rammentare che:
- la dotazione annua lavoro straordinario è pari a n° 14.384 ore (corrispondenti a € 201.382,00 al netto degli oneri a carico Ente);
- per l'anno in corso si è provveduto ad assegnare alle strutture dell'Ateneo il 30% del monte ore assegnato l'anno precedente, pari a n° 3.562 ore.
Si propone una ulteriore assegnazione, sino al mese di dicembre, di circa n° 6.400 ore.
Ciò permetterebbe sia di accantonare una quota per l'Amministrazione, al fine di garantire prestazioni inderogabili ed imprevedibili di n° 3.400 ore sia di destinare risorse per le prossime progressioni orizzontali.
La proposta comporterebbe una riduzione dell'8% del monte ore da assegnare, rispetto all'anno 2007.
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ACCORDO DI ATENEO PER LA CONCESSIONE DI BUONI PASTO AI DIPENDENTI CHE PRESTANO SERVIZIO IN SEDI DI LAVORO NON PROVVISTE DI MENSA CONVENZIONATA
Premesso che
" l'erogazione dei buoni pasto è disciplinata dall'art. 49 del CCNL del 09.08.2000;
" il bilancio di previsione al TIT. 01, CAT 2 Cap. 21 "Interventi sociali a favore del personale: mensa e buoni pasto" presenta una disponibilità finanziaria di € 700.000,00=;
LE PARTI TRATTANTI:
preso atto dell'art. 3 della legge 23/1986;
richiamato il precedente accordo di contrattazione integrativa, in materia di buoni pasto, sottoscritto dalle parti in data 19.05.1997;
ravvisata la necessità di modificare ed integrare l'accordo sopra richiamato;
CONVENGONO
Il buono pasto è riservato al personale tecnico-amministrativo, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato, nonché ai collaboratori esperti linguistici.
L'Ateno riconosce n° 2 buoni pasto settimanali, sino ad un massimo di n° 50 buoni a semestre, al personale tecnico-amministrativo che opera in sedi di lavoro non provviste di mensa convenzionata.
La suddetta dotazione semestrale di n° 50 buoni è rilasciata anticipatamente dal Settore Economato e Provveditorato, previo conguaglio delle assenze effettuate nei sei mesi precedenti. Non danno luogo a decurtazione le due settimane di ferie obbligatorie.
Ha diritto al buono pasto il personale tecnico-amministrativo che effettua, indipendentemente dall'articolazione dell'orario di lavoro, uno o più rientri pomeridiani per un totale orario giornaliero superiore alle sette ore, dopo la decurtazione della relativa pausa pranzo di 30 minuti.
I buoni pasto hanno un valore nominale complessivo di € 8,00 e sono assoggettati alle ritenute previdenziali e fiscali per il dipendente e agli oneri previdenziali e all'IRAP per l'Amministrazione - per la parte eccedente € 5,29.
Inoltre, alla data odierna, sono attive mense convenzionate presso il Campus Universitario e l'insediamento ospedaliero.
I dipendenti che prestano servizio presso tali sedi hanno la facoltà di optare semestralmente tra buono pasto e buono mensa.
Collaboratori esperti linguistici
I collaboratori linguistici hanno diritto a n° 2 buoni pasto settimanali, limitatamente ai giorni in cui svolgono un orario di servizio di fatto superiore alle 7 ore con una pausa pranzo di almeno 30 minuti.
Il rilascio dei buoni potrà essere richiesto, a posteriori, al Servizio Provveditorato che provvederà al relativo rilascio dietro certificazione del Servizio Gestione attestante la quantificazione semestrale a cui il dipendente ha di fatto diritto.
lunedì 5 maggio 2008
Convocata riunione di contrattazione
La riunione di contrattazione integrativa, prevista per il giorno:
mercoledì 7 maggio alle ore 11,00
si terrà presso
l’Aula della Bandiera (Facoltà di Giurisprudenza)
con il seguente ordine del giorno:
1. Risoluzioni in merito alle designazioni ed alla consistenza numerica dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza;
2. Definizione accordo per l’assegnazione del monte ore lavoro straordinario anno 2008;
3. Definizione accordo per la concessione dei buoni pasto;
4. Presentazione e discussione di alcune modifiche al vigente “Regolamento per la mobilità interna”;
5. Varie ed eventuali.
mercoledì 7 maggio alle ore 11,00
si terrà presso
l’Aula della Bandiera (Facoltà di Giurisprudenza)
con il seguente ordine del giorno:
1. Risoluzioni in merito alle designazioni ed alla consistenza numerica dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza;
2. Definizione accordo per l’assegnazione del monte ore lavoro straordinario anno 2008;
3. Definizione accordo per la concessione dei buoni pasto;
4. Presentazione e discussione di alcune modifiche al vigente “Regolamento per la mobilità interna”;
5. Varie ed eventuali.
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