martedì 23 settembre 2008

Fondo incentivante: possibile un "accordo-ponte" per il 2008 in attesa del nuovo contratto nazionale

"Code" del vecchio contratto integrativo

Nella contrattazione di ieri le RdB, con alcune altre organizzazioni sindacali, hanno sollevato il problema dell'applicazione del contratto integrativo 2005-2007 per la parte che riguarda i riconoscimenti economici dei nuovi incarichi attribuiti con l'ordinanza delle strutture decentrate. Il contratto nazionale prevede che, almeno per chi è in categoria D, possa essere attribuita una responsabilità di struttura, per la quale è previsto un riconoscimento minimo di 1.030 euro. Questa possibilità è stata recepita anche dal Contratto integrativo. L'Amministrazione in fase di applicazione ha ritenuto di inserire tutti i D nella tipologia contrattuale che prevede un massimo di 900 euro.
Al di là della differenza economica, è evidente che in questo modo vengono sottostimate le effettive responsabilità attribuite con l'ordinanza per le strutture decentrate, e questo colpisce in particolare i tecnici. Se il danno diretto si registra per i colleghi di categoria D, che sono stati tutti esclusi dalla possibilità di accedere alla tipologia di responsabilità più elevata, pur esplicitamente prevista dal Contratto nazionale e integrativo , questo si traduce in un declassamento economico che ricade indirettamente anche sulle categorie C e B.
Rispetto alla richiesta di revisione del riconoscimento economico per gli anni 2005-2007 l'Amministrazione ha avuto un atteggiamento di totale chiusura. Per questo non escludiamo di attivare altri percorsi per giungere ad un corretto riconoscimento. A fronte della pressione nostra e di alcune altre organizzazioni sindacali (ma non di tutte), l'Amministrazione ha dato la disponibilità a rivedere i riconoscimenti economici nell'ambito del nuovo accordo che dovrà riguardare il 2008.

Nuovo accordo integrativo

Su richiesta dell'Amministrazione si è avviato un confronto sul nuovo contratto integrativo.
La posizione assunta dalle RdB prevede questi punti fondamentali:
a) noi siamo perché si vada alla stesura - finalmente - di un vero contratto integrativo che comprenda e definisca tutti i punti oggetto di contrattazione, al fine di ricondurre ad un unico testo facilmente consultabile dai lavoratori, di tutti quei temi oggi dispersi in accordi diversi, stralci, regolamenti ecc.
b) riteniamo che il confronto, che deve comprendere anche la parte sul Fondo incentivante, progressioni orizzontali ecc., debba avviarsi appena entrato in vigore il Contratto nazionale, al fine di consentire la presentazione di piattaforme rivendicative confrontate con tutto il personale.
c) dobbiamo fare i conti con pesanti tagli al Fondo incentivante decisi dal governo, riteniamo però che il compito della contrattazione non sia quello di subire passivamente la riduzione del salario, ma al contrario quella di individuare tutte le strade percorribili, anche in altri capitoli di bilancio (buoni pasto, altre forme di salario accessorio indiretto, ecc.) per salvaguardare le condizioni di vita dei lavoratori.
d) considerato che il percorso di approvazione di un contratto integrativo richiederà alcuni mesi, abbiamo proposto di siglare un "accordo-ponte" relativamente al Fondo incentivante per il solo 2008, che si basi sull'accordo scaduto al 31 dicembre 2007, con alcune correzioni laddove si siano verificate delle storture in fase di applicazione.

L'Amministrazione ci ha fornito i dati relativi ai fondi disponibili per l'art 67 del Contratto (incentivante, straordinari, progressioni orizzontali). Nel 2008 avremo una riduzione rispetto all'anno precedente di 204.000 euro, dei quali 96.000 per gli EP. Nel 2009 avremo una ulteriore decurtazione di 225.000 euro, di cui 142.000 per gli EP. Ed è già previsto un altro taglio anche per il 2010.

Contratto: Brunetta si è messo di traverso

Il 16 settembre - dopo ben 45 giorni dalla sottoscrizione dell’ipotesi di rinnovo contrattuale – l’ARAN ci ha riconvocati al tavolo per una modifica tecnica. In tale occasione abbiamo avuto diretta conoscenza dei numerosi rilievi avanzati dalla Funzione Pubblica e dei relativi chiarimenti richiesti.
Ma, come vuole ormai la "prassi" di questo dicastero, il nostro baldo ministro della Funzione Pubblica aveva già promosso l’attacco al Contratto dell’Università a mezzo stampa, tramite i giornali ed i giornalisti amici (Il sole 24 ore Italia Oggi & Co.)
Dopo 33 mesi di vacanza contrattuale, dopo un aggiornamento stipendiale ben al di sotto dell’inflazione, l'accusa è che l'accordo garantirebbe “promozioni automatiche” e “stabilizzazioni facili” per i lavoratori universitari. Niente di più falso, ahinoi !
L’accordo con l'errata corrige dovrebbe ora passare all’approvazione del Consiglio dei Ministri di giovedì 18 settembre (ed infine alla Corte dei Conti per la certificazione dei costi), ma ci sono fondati timori che governo e ministro siano tentati di bocciarlo, in particolare per le norme sui precari.
Quale che sia l’esito del Consiglio dei Ministri è chiaro che non possiamo accettare passivamente, dopo 33 mesi di attesa, né bocciature né ritardi. Come non accettiamo di essere additati a “fannulloni” da un governo e da un ministro che cercano fomentare contro di noi l’opinione pubblica per intimidirci e con tagli ai bilanci, agli organici, ai salari e ai diritti fondamentali dei lavoratori cercano di farci ingoiare lo smantellamento e la svendita dell’Università pubblica e dei nostri posti di lavoro alle Fondazioni private!
Se i confederali hanno rinunciato alla lotta per contrastare la devastazione del lavoro e dello stato sociale, noi invece rilanciamo la battaglia per la nostra dignità, i nostri diritti ed il salario. Perciò, aderiamo come comparto alle iniziative unitarie del sindacalismo di base italiano.

RdB CHIEDE DA SUBITO CHE LE AMMINISTRAZIONI PAGHINO A OTTOBRE ARRETRATI E AGGIORNAMENTI STIPENDIALI

RdB invita i lavoratori a partecipare alle assemblee d’ateneo e iniziative di protesta che RdB mette in campo:

SCIOPERO GENERALE DEL 17 OTTOBRE 2008

Con manifestazione nazionale a Roma
Per la dignità, i diritti e il salarioContro la precarietàContro lo smantellamento e la svendita dei servizi pubblici e dei suoi operatori

Passa dalla tua parte. Sostieni ed iscriviti a RdB !

lunedì 8 settembre 2008

Oggi contrattazione: si parla ancora di ordinanza


Questa mattina, 8 settembre, si tiene una seduta di contrattazione. Questo l'ordine del giorno:

1. Informazioni
2. Presentazione delle modifiche ed integrazioni alla struttura organizzativa dell’Ateneo;
3. Varie ed eventuali.

In merito alle modifiche dell'ordinanza riportiamo il nostro comunicato diffuso il 5 agosto scorso, a seguito della precedente riunione.
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Confronto Amministrazione-Sindacati sull'ordinanza

(Comunicato del 5 agosto scorso)



Nel corso della riunione di venerdì scorso le RdB hanno espresso il loro parere negativo sulla proposta di modifica di ordinanza avanzata dall'Amministrazione. Proposta nella quale prevalgono a nostro parere esigenze clientelari, piuttosto che di reale miglioramento della struttura organizzativa. Abbiamo inoltre confermato che la priorità va data alla chiusura delle "code" non risolte dell'ordinanza precedente. Abbiamo presentato un documento scritto nel quale si fa riferimento a diverse situazioni specifiche (CSAC, Segreterie studenti, Presidenze di Facoltà, Settore Comunicazione e Relazioni esterne, Servizio Master e formazione permanente, Settore Sicurezza, Valorizzazione portinerie, Declaratoria dei servizi).

Riportiamo la parte introduttiva del documento, che riepiloga il giudizio complessivo:

"Siamo in presenza di un processo che vede da un lato la riduzione progressiva delle risorse destinate agli Atenei così come di quelle destinabili al salario accessorio per il personale tecnico-amministrativo (incluse le indennità di responsabilità e di posizione), dall'altro la crescente competizione tra gli Atenei che richiede un processo di qualificazione di tutti i servizi valorizzando al meglio le risorse professionali disponibili.

Una revisione della struttura organizzativa anche parziale deve quindi innanzitutto quantificare le risorse finanziarie e verificarne la disponibilità. Inoltre deve essere tale da dare a tutto il personale il senso che si stanno effettivamente compiendo scelte utili all'Ateneo e fondate sull'effettivo riconoscimento di professionalità

Sia il primo che il secondo aspetto ci sembrano mancare nella proposta che ci è stata avanzata.


Per quanto riguarda le risorse ci sembra necessario valutare il costo di una nuova area dirigenziale, così come l'incidenza sul fondo del salario accessorio derivante dall'introduzione di nuovi settori e servizi e la loro incidenza.


Pertanto è opinione della scrivente O.S. che le modifiche proposte debbano essere attivate solo per le parti che costituiscono un completamento della precedente struttura organizzativa (ad es. lo CSAC) senza procedere all'istituzione di nuove aree dirigenziali o Settori fino a quando non si sarà proceduto ad una indagine complessiva sugli esiti dell'attuale assetto organizzativo e alle esigenze reali di sviluppo dell'Ateneo.


Si dovrebbe pertanto aprire una riflessione sull'efficacia di un assetto organizzativo che procede per continua gemmazione di nuove strutture, rendendo via via sempre più artificiosa e burocratica l'attribuzione delle responsabilità e delle competenze. Anche dal punto di vista del riconoscimento economico dell'impegno del personale questo meccanismo rischia di vanificare rapidamente ogni efficacia e credibilità, scontrandosi con crescenti limiti di bilancio.


Inoltre riteniamo prioritario procedere a chiudere alcune code della precedente ordinanza, per le quali abbiamo già chiesto una specifica discussione in sede di contrattazione (riconoscimento economico per le responsabilità individuate nelle strutture decentrate, ecc.)."

L'Amministrazione ha dovuto prendere atto che esiste una valutazione negativa della proposta da parte delle diverse organizzazioni sindacali (con la sola eccezione del CISAPUNI) e ha rinviato una risposta alle critiche e osservazioni rivoltele ad un successivo incontro.


Rappresentanze Sindacali di Base (RdB-CUB)

giovedì 4 settembre 2008

PERMESSI PER L’ASSISTENZA AGLI INVALIDI NEL MIRINO DI BRUNETTA:

“L’ultimo annuncio del Ministro Brunetta, che dichiara di voler mettere mano ai permessi per l’assistenza ai familiari invalidi, rappresenta un nuovo grave attacco ai diritti del lavoratori che respingiamo con sdegno”, dichiara Giuliano Greggi della direzione nazionale RdB-CUB P.I.

“Se è vero che i 3 giorni al mese di permesso retribuito consentiti dalla la Legge 104/92 sono una foglia di fico apposta da uno Stato che, non garantendo la dovuta assistenza, scarica sulle spalle delle famiglie l’onere di provvedere ad invalidi e disabili – prosegue Greggi – è inaccettabile la messa in discussione di questo diritto, nell’ambito di quella che appare come una vera e propria persecuzione dei lavoratori pubblici”.

“Privare i lavoratori di questi permessi, così come le pesanti penalizzazioni già comminate a chi si ammala, significa voler perseguire l’ obiettivo di smantellare lo Stato sociale”. Incalza Greggi: “A quando le sanzioni per quelle lavoratrici privilegiate che godono dei premessi di maternità?”.

“Ma il Ministro deve valutare con attenzione gli annunci ad effetto. E’ già emerso dalla stampa più accorta che il tanto sbandierato calo del 37% del presunto assenteismo nel Pubblico Impiego è stato calcolato su dati che riguardano solo 27 amministrazioni su 9.800, peraltro non individuate con i criteri statistici scientifici. La propaganda ideologica, dunque, ha le gambe corte. E la risposta dei lavoratori non tarderà a farsi sentire”, conclude il dirigente RdB-CUB P.I..

Roma, 28 agosto 2008

giovedì 24 luglio 2008

Le Segreterie Studenti ancora dimenticate dall'ordinanza

Chiunque abbia la possibilità di sfogliare la nuova ordinanza può verificare come alcuni servizi appaiano collaterali alla funzione primaria dell'Università.

Un caso che balza agli occhi sono le Segreterie Studenti. Primo e fondamentale impatto dello studente con la realtà Universitaria, vengono liquidate nell'ordinanza con quattro righe, che si tramandano da ordinanza in ordinanza senza tenere conto di come sia cambiato negli anni il ruolo strategico e la quantità e qualità dei servizi erogati; non per ultimo l'ottenimento della Certificazione ISO 9001:2000 che sancisce la conformità dei servizi erogati allo standard internazionale , e che le ha portate a proporsi come luogo di sperimentazione di un modello di qualità applicato in un ambito universitario.

Nei mesi scorsi era scaturita dall'assemblea del personale delle Segreterie Studenti una piattaforma di rivendicazioni che è stata presentata all'Amministrazione e dove si chiedeva come primo punto almeno la revisione delle competenze che le sono attribuite in forza dell'evoluzione dei servizi offerti. Non si chiedevano "soldi" ma solo di essere presi in considerazione per le competenze che quotidianamente mettiamo nello svolgere professionalmente il nostro lavoro.

Forse costavano troppo le dieci righe di inchiostro che questo avrebbe comportato?

L'Amministrazione conosce bene, da comunicazioni inviate a firma di tutti i colleghi delle Segreterie Studenti, le problematiche che affrontiamo quotidianamente e le necessità che abbiamo. L'inizio del nuovo anno accademico già presenta innumerevoli problemi di gestione delle carriere studenti, che anziché semplificarsi con l'ausilio dei sistemi informatici, è sempre più da gestire caso per caso (ma quanti sono i nostri studenti?) manualmente perché poggia su accordi e sistemi obsoleti.

Ciò che è sicuro è che se dagli studenti ci sentiamo dire grazie, complimenti per la professionalità che non abbiamo trovato in altri Atenei, è soltanto per il "buon senso" che ognuno mette nel proprio lavoro, non certo perché l'Amministrazione ci agevola in questo.

Chi sta più in alto dovrebbe venire in questi periodi a vedere come si vive in una Segreteria, a quale ritmo e stress di lavoro si è sottoposti e ….. forse capirebbe. Non è un caso, ma non si mai visto un collega di un altro servizio far domanda di trasferimento per una Segreteria Studenti, quanti invece hanno scelto la strada contraria: un motivo ci sarà.

Bastavano poche righe, una magra consolazione e sarebbe stato già qualche cosa.

Rappresentanze Sindacali di Base (RdB-CUB)

Diciamolo senza ipocrisie: è una "ordinanza" clientelare

I motivi per i quali non solo siamo contrari ma siamo seriamente preoccupati dalla nuova ordinanza di riorganizzazione delle strutture dell'Ateneo sulla quale abbiamo pochi giorni di tempo per esprimere un giudizio, sono innumerevoli, cercheremo qui di riassumerli brevemente, anche se ai punti che rileviamo se ne potrebbero aggiungere una quantità esponenziale, e questo a volere essere concilianti e moderati.

1) Le motivazioni dell'emissione di questa nuova ordinanza sono palesamente clientelari, lo scopo è quello di premiare alcune persone, "meritevoli" di una modifica alla struttura dell'Ateneo modellata su di loro e di "sistemarne" altri, nel bene o più spesso purtoppo nel male, sempre nella convinzione per la quale modellare una struttura aziendale sulle proprie simpatie o antipatie sia funzionale al buon andamento dell'Ateneo.

2) Questo è non solo deprecabile, ma anche iniquo e pericoloso per il funzionamento del nostro Ateneo, soprattutto in un momento nel quale le risorse economiche mancano e il personale deve sopportare riduzioni di organico e contemporaneamente, fronteggiare richieste di innovazione, efficienza e ampliamento dei servizi offerti all'utenza.

3)Questa gestione così sconsiderata delle risorse comuni e di quei pochi fondi che ci salvano ancora dalla miseria rende ancora più demotivato e sfiduciato il personale tecnico -amministrativo. Se proprio si vogliono fare dei regali occore farlo con i soldi propri e non con quelli degli altri. Qui invece si va a pescare sul fondo per il salario accessorio di tutti i dipendenti, già sottoposto ad ulteriori e pesanti restrizioni.

3)Distribuendo incarichi a pioggia e costruendo srutture ad hoc per le persone da premiare non si motiva il personale ma lo si umilia e demotiva, spingendolo verso l'ignavia e il rifiuto, come se questa Amministrazione sentita l'aria da caccia alla streghe che tira sull'impiego pubblico stesse facendo di tutto per giustificare le gravi affermazioni del Ministro Brunetta.

4) Non scendiamo ancora nel merito delle principali "novità" (lo faremo) ma il loro senso ci sfugge completamente: servizi importantissimi vengono liquidati in due righe come se la loro funzione si esaurisse nel nominarli (e magari tengono vitale la struttura intera dell'Ateneo); altri vengono rimpolpati di competenze senza nessun riguardo alla loro situazione logistica e di personale, e ancora una volta si sospetta che l'unica "ratio" sia nel premiare i "buoni" e punire i "cattivi" e non nel rendere più moderno, forte e competitivo il nostro Ateneo.

Per concludere, questa operazione clientelare e sconsiderata sa di vecchio, sa di muffa, sembra lo stanco ripetersi di un rituale da parte di chi non si rende conto a quali rischi espone, con questa gestione sconsiderata di risorse e strutture pubbliche, l'Ateneo, in tempi come questi, tempi nei quali la scarsità di risorse rende le Università sempre più in competizione tra di loro.

Noi siamo seriamente preoccupati più ancora per la sopravvivenza stessa del nostro Ateneo, che non per le carriere di tutti noi. Siamo stati i soli a segnalare in tutti i modi all'Amministrazione il grave stato di disagio, quando non di rabbia, del personale tecnico- ammistrativo, perchè la professionalità per chi guadagna 1000 euro al mese è tutto e non si può calpestare la dignità di chi per questa somma misera lavora da solo e tiene in piedi strutture vitali.


La risposta è stata: mancato ascolto e punizione, come se per vincere la malattia bastasse impiccare il medico che ha fatto la diagnosi. E' tempo di svegliarsi, scuoterci dall'apatia e tornare a parlare di lotta: lotta non solo per i nostri salari da fame e per i nostri diritti calpestati e derisi, ma per il futuro dell'Ateneo del quale ci sentiamo parte, e che purtoppo abbiamo sempre più forte l'evidenza di essere i soli a difendere.

Rappresentanze Sindacali di Base (RdB-CUB)

giovedì 10 luglio 2008

Commento al Decreto Legge n°112 del 25 giugno 2008

di Gennaro Loffredo (dal sito Dazebao news)

ll decreto si presenta come una vera e propria Finanziaria, formata da 114 articoli. Il testo ufficiale non è ancora noto, e quello ufficioso, sul quale abbiamo sviluppato le prime riflessioni, potrebbe subire aggiustamenti in fase di pubblicazione, ma rappresenta ormai il testo consolidato di riferimento.

Nel testo disponibile manca la numerazione dei commi, per cui è possibile qualche approssimazione di lettura, ma la sostanza è chiara.
L'ispirazione generale in materia di Pubblico Impiego è coerente con la campagna propagandistica delle scorse settimane: irrigidimenti normativi e attacchi al sindacato, in nome della guerra ai "fannulloni", insieme ai tagli indiscriminati al settore pubblico per finanziare l'esenzione dell'ICI sulla prima casa e le prime manovre del nuovo Governo. Se queste manovre avranno seguito, le conseguenze sul servizio pubblico, in particolare su Ricerca, Scuola e Università, saranno pesantissime e determineranno degrado della qualità e delle prestazioni.

Questi gli aspetti che interessano direttamente i nostri settori e, più in generale, il Pubblico Impiego.

L'art. 17 stabilisce la possibilità, per le Università, di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato; si badi bene, trasformarsi, non di costituire o partecipare a Fondazioni. Di conseguenza, il patrimonio immobiliare degli Atenei viene trasferito a dette Fondazioni. E' una norma che aliena patrimonio pubblico a favore di soggetti privati. Inoltre, in quanto enti privati, le Fondazioni sono svincolate dalle regole di bilancio e rendicontazione cui è sottoposto il pubblico (ma continuano a percepire il finanziamento statale); il personale tecnico-amministrativo resta nel contratto Università fino alla scadenza del contratto vigente, poi si vedrà.

L'art 73 interviene pesantemente sulla contrattazione integrativa nelle Università e negli Enti di Ricerca limitandone le risorse disponibili. Infatti, vengono congelate tutte le risorse, anche provenienti dal bilancio proprio dell'Ente o dell'Ateneo, aggiuntive al fondo del salario accessorio e che venivano utilizzate per compensare il tetto al fondo determinato dalla legge finanziaria del 2006. Non solo, quel tetto viene ulteriormente ridotto del 10% mettendo in discussione anche quote di salario ormai considerate fisse e continuative. Le relative somme risparmiate vanno versate su un capitolo specifico del bilancio dello Stato.
Infine, nell'articolo si affronta il tema dei controlli della Corte dei Conti su tutti i contratti nazionali pubblici. La norma stabilisce che d'ora in avanti i rilievi della Corte dei Conti sulle ipotesi di rinnovo contrattuale avranno valore prescrittivo; chi in questi anni si è misurato con l'assoluta discrezionalità ed invasività della Corte sui Contratti nazionali sa che spesso l'unico argine all'arbitrario stravolgimento dei testi contrattuali da parte della Corte stessa era la decisione politica del Governo di registrare comunque il contratto anche in presenza di rilievi. D'ora in avanti i rilievi non potranno più essere ignorati: si assegna ad un soggetto terzo, esterno al processo negoziale e allo stesso ruolo di indirizzo del Governo, un potere di interdizione e di condizionamento che può tranquillamente prescindere, come è stato negli ultimi anni, dalle competenze e dal ruolo dell'organo di controllo. Si allungano i tempi per l'effettiva applicazione dei CCNL.

L'art. 77 contiene un generale inasprimento delle normative che riguardano la malattia e i controlli medici. Nessuno difende i falsi malati. Ma se il clima è la caccia al dipendente pubblico anche misure non pregiudizialmente negative diventano ideologiche e sospette.
In particolare in caso di malattia nei primi dieci giorni viene riconosciuto solo il trattamento fondamentale e non quello accessorio fisso e ricorrente. Si allunga solo per il pubblico dipendente il periodo di reperibilità in caso di malattia (8.30-13.00 e 14.00-20.00). Le assenze ed i permessi retribuiti non vengono coperti dal salario accessorio. Le norme, oggetto tipico della contrattazione, non sono più derogabili dai contratti.

L'art. 79 introduce la possibilità per i dipendenti pubblici di chiedere il pensionamento, a discrezione dell'Amministrazione, con cinque anni di anticipo sull'età richiesta. Munifica elargizione, poiché nei cinque anni si percepirebbe il 50% del salario fino a giungere al 70% in caso di impegni nel volontariato e sarà possibile cumulare questo salario con altri lavori autonomi, collaborazioni e consulenze.
Ogni commento è superfluo, salvo il fatto che siamo in presenza di una volontà evidente di abbattere il numero dei dipendenti pubblici ad ogni costo, a prescindere dalle competenze, dal settore, dalla pubblica utilità, dalle necessità effettive del servizio anche consentendo soluzioni che non esistono nel privato.

Nell'art. 81 si esplicita la volontà, attraverso una riorganizzazione degli assetti organizzativi, di procedere ad una riduzione non inferiore al 10% delle piante organiche del personale non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni, oltre che interventi finalizzati alla riduzione del numero dei dirigenti pubblici.

Le misure contenute nel decreto sono improntate ad una logica brutalmente semplificatoria: la campagna mediatica contro i "fannulloni" serve a veicolare e a rendere accettabile l'obiettivo fondamentale del Governo; un obiettivo molto ideologico che porta con sé concretissimi interessi economici: demolizione del pubblico in nome del mercato privato.

lunedì 7 luglio 2008

Presentate le proposte di modifica dell'ordinanza della struttura centrale

Mercoledì 2 luglio è stata presentata l'ordinanza delle strutture centrali modificata rispetto a quanto approvato nel 2005.

Che cosa cambia?

Da un primo sommario esame si possono segnalare queste modifiche


Direzione Amministrativa

Viene istituita la Struttura Organizzativa per la Sicurezza e la Salute sul Luogo di Lavoro (S.O.S.S.)
A questa nuova struttura afferiscono: il Comitato di gestione, il Servizio Supporto Amministrativo, il Servizio Medicina Preventiva dei Lavoratori, il Servizio di Fisica Sanitaria.


Prima area dirigenziale


Settore Affari Generali: Viene aggiunto il Servizio Costituzione Organi

Settore Legale: vengono unificati il Servizio contenzioso civile e amministrativo

Settore Comunicazione e Relazioni Esterne: vengono tolti il Servizio rapporti comunitari e internazionali e il Servizio monitoraggio della competizione e viene istituito il Servizio Web.

Settore Sanità: viene tolto il Servizio gestione personale convenzionato

Viene istituito il Settore Affari Legali Contrattuali comprendente il Servizio contratti pubblici e appalti e il Servizio accordi e convenzioni.

Terza area dirigenziale

Settore Tecnico: viene tolto il Servizio Appalti e contratti che viene trasferito al nuovo Settore Legale.

Il SISA passa dalla Prima alla Terza Area Dirigenziale.

Quarta area dirigenziale
Settore Gestione Studenti: viene tolto il Servizio scambi didattici internazionali.

Settore Contributi e diritto allo studio: viene aggiunto il Servizio rapporti con la Regione Emilia-Romagna

Viene istituito il Settore Scambi Internazionali che comprende il Servizio scambi didattici internazionali per studenti italiani e il Servizio scambi didattici internazionali, logistica e accoglienza Studenti e Docenti stranieri.

Le competenze per le borse di studio vengono trasferite dall'attuale Servizio (che diventa Formazione alla ricerca) al Servizio Master, formazione permanente.


Quinta area dirigenziale


Settore Previdenza: vengono modificate le competenze tra due servizi. L'indennità di fine rapporto viene attribuita al Servizio previdenza complementare.

Tra le competenze del Servizio attività di sostegno al personale non compare più la seguente dicitura: " gestione delle iniziative ed azioni messe in atto per il raggiungimento degli obbietivi di efficacia e produttività e per la realizzazione e il mantenimento del benessere fisico e psicologico dei dipendenti, mediante ambienti e relazioni di lavoro che contribuiscano al miglioramento della qualità della vita dei lavoratori e delle prestazioni".


Sesta area dirigenziale

Viene modificata la Sesta area dirigenziale che diventa Internazionalizzazione ricerca e trasferimento tecnologico, comprendente il Settore Ricerca Privata, Trasferimento tecnologico e contratti con organismi pubblici e privati che a sua volte comprende il Servizio ricerca privata e consortile, il Servizio contratti e convenzioni di ricerca con organismi pubblici e privati e il Servizio Trasferimento Tecnologico; il Settore Ricerca Nazionale e Internazionale comprendente il Servizio Ricerca Nazionale e il Servizio Ricerca Internazionale; il Settore Affari Internazionali comprendente il Servizio per la cooperazione internazionale e il Servizio rapporti comunitari e internazionali.


Settima area dirigenziale
Viene istituita una nuova Settima Area Dirigenziale- il Sistema Bibliotecario e Museale di Ateneo.

All'interno di questa area viene istituito il Settore sistema museale di Ateneo, nel quale viene aggiunto il Servizio interazione museale nazionale ed internazionale.


Sono state inoltre fornite le proposte organizzative di quattro centri, tra cui lo CSAC da lungo atteso (CSAC, CSIBE, CIM, CEDI).

Per una analisi completa della proposta andranno poi esaminate con attenzione anche le modifiche introdotte sulle competenze dei diversi Settori e servizi. Nei prossimi giorni approfondiremo l'informazione. Entro il mese di luglio devono essere presentate osservazioni e proposte di modifica.


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L'intervento di RdB in contrattazione


I rappresentanti di RdB in contrattazione, Franco Ferrari e Francesco Covino, hanno avanzato alcune prime considerazioni.

Innanzitutto non risulta che queste proposte di modifica siano state effettuate sulla base di una effettiva e accurata analisi della situazione dei vari servizi e settori, anche in relazione al personale effettivamente disponibile e alle professionalità presenti. Non siamo ancora in presenza di una ordinanza realmente in grado di dare una svolta a questo Ateneo nella direzione dello sviluppo e della qualificazione dei servizi. Svolta tanto più necessaria di fronte alle crescenti difficoltà di bilancio. Oggi tante strutture reggono soprattutto grazie all'impegno del personale tecnico-amministrativo.


E' stato chiesto anche di quantificare i costi di questa revisione, visto che alcune scelte, come quella di creare una nuova area dirigenziale (e quindi un dirigente in più) potrebbero comportare oneri aggiuntivi non irrilevanti.


E' stato chiesto di chiudere preliminarmente le "code" derivanti dalla precedente ordinanza, per evitare che ci sia chi possa già beneficiare del "terzo giro" e chi è ancora fermo alla partenza.


In particolare si è insistito (unitamente ai colleghi di UGL e CISAL) sulla necessità di rivedere l'attuale collocazione in "serie B" delle responsabilità assegnate nelle strutture decentrate. Su questa questione il Rettore si è impegnato a fissare una specifica riunione di contrattazione entro la fine di luglio.


Infine è indispensabile che l'ordinanza non diventi lo strumento per creare corsie di favore nelle progressioni verticali a danno di quelle già programmate e delle situazioni di sottoinquadramento esistenti e che vanno sanate.
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Per ulteriori informazioni potete scrivere alle mail di francesco.covino@unipr.it e franco.ferrari@unipr.it