I motivi per i quali non solo siamo contrari ma siamo seriamente preoccupati dalla nuova ordinanza di riorganizzazione delle strutture dell'Ateneo sulla quale abbiamo pochi giorni di tempo per esprimere un giudizio, sono innumerevoli, cercheremo qui di riassumerli brevemente, anche se ai punti che rileviamo se ne potrebbero aggiungere una quantità esponenziale, e questo a volere essere concilianti e moderati.
1) Le motivazioni dell'emissione di questa nuova ordinanza sono palesamente clientelari, lo scopo è quello di premiare alcune persone, "meritevoli" di una modifica alla struttura dell'Ateneo modellata su di loro e di "sistemarne" altri, nel bene o più spesso purtoppo nel male, sempre nella convinzione per la quale modellare una struttura aziendale sulle proprie simpatie o antipatie sia funzionale al buon andamento dell'Ateneo.
2) Questo è non solo deprecabile, ma anche iniquo e pericoloso per il funzionamento del nostro Ateneo, soprattutto in un momento nel quale le risorse economiche mancano e il personale deve sopportare riduzioni di organico e contemporaneamente, fronteggiare richieste di innovazione, efficienza e ampliamento dei servizi offerti all'utenza.
3)Questa gestione così sconsiderata delle risorse comuni e di quei pochi fondi che ci salvano ancora dalla miseria rende ancora più demotivato e sfiduciato il personale tecnico -amministrativo. Se proprio si vogliono fare dei regali occore farlo con i soldi propri e non con quelli degli altri. Qui invece si va a pescare sul fondo per il salario accessorio di tutti i dipendenti, già sottoposto ad ulteriori e pesanti restrizioni.
3)Distribuendo incarichi a pioggia e costruendo srutture ad hoc per le persone da premiare non si motiva il personale ma lo si umilia e demotiva, spingendolo verso l'ignavia e il rifiuto, come se questa Amministrazione sentita l'aria da caccia alla streghe che tira sull'impiego pubblico stesse facendo di tutto per giustificare le gravi affermazioni del Ministro Brunetta.
4) Non scendiamo ancora nel merito delle principali "novità" (lo faremo) ma il loro senso ci sfugge completamente: servizi importantissimi vengono liquidati in due righe come se la loro funzione si esaurisse nel nominarli (e magari tengono vitale la struttura intera dell'Ateneo); altri vengono rimpolpati di competenze senza nessun riguardo alla loro situazione logistica e di personale, e ancora una volta si sospetta che l'unica "ratio" sia nel premiare i "buoni" e punire i "cattivi" e non nel rendere più moderno, forte e competitivo il nostro Ateneo.
Per concludere, questa operazione clientelare e sconsiderata sa di vecchio, sa di muffa, sembra lo stanco ripetersi di un rituale da parte di chi non si rende conto a quali rischi espone, con questa gestione sconsiderata di risorse e strutture pubbliche, l'Ateneo, in tempi come questi, tempi nei quali la scarsità di risorse rende le Università sempre più in competizione tra di loro.
Noi siamo seriamente preoccupati più ancora per la sopravvivenza stessa del nostro Ateneo, che non per le carriere di tutti noi. Siamo stati i soli a segnalare in tutti i modi all'Amministrazione il grave stato di disagio, quando non di rabbia, del personale tecnico- ammistrativo, perchè la professionalità per chi guadagna 1000 euro al mese è tutto e non si può calpestare la dignità di chi per questa somma misera lavora da solo e tiene in piedi strutture vitali.
La risposta è stata: mancato ascolto e punizione, come se per vincere la malattia bastasse impiccare il medico che ha fatto la diagnosi. E' tempo di svegliarsi, scuoterci dall'apatia e tornare a parlare di lotta: lotta non solo per i nostri salari da fame e per i nostri diritti calpestati e derisi, ma per il futuro dell'Ateneo del quale ci sentiamo parte, e che purtoppo abbiamo sempre più forte l'evidenza di essere i soli a difendere.
Rappresentanze Sindacali di Base (RdB-CUB)
giovedì 24 luglio 2008
giovedì 10 luglio 2008
Commento al Decreto Legge n°112 del 25 giugno 2008
di Gennaro Loffredo (dal sito Dazebao news)
ll decreto si presenta come una vera e propria Finanziaria, formata da 114 articoli. Il testo ufficiale non è ancora noto, e quello ufficioso, sul quale abbiamo sviluppato le prime riflessioni, potrebbe subire aggiustamenti in fase di pubblicazione, ma rappresenta ormai il testo consolidato di riferimento.
Nel testo disponibile manca la numerazione dei commi, per cui è possibile qualche approssimazione di lettura, ma la sostanza è chiara.
L'ispirazione generale in materia di Pubblico Impiego è coerente con la campagna propagandistica delle scorse settimane: irrigidimenti normativi e attacchi al sindacato, in nome della guerra ai "fannulloni", insieme ai tagli indiscriminati al settore pubblico per finanziare l'esenzione dell'ICI sulla prima casa e le prime manovre del nuovo Governo. Se queste manovre avranno seguito, le conseguenze sul servizio pubblico, in particolare su Ricerca, Scuola e Università, saranno pesantissime e determineranno degrado della qualità e delle prestazioni.
Questi gli aspetti che interessano direttamente i nostri settori e, più in generale, il Pubblico Impiego.
L'art. 17 stabilisce la possibilità, per le Università, di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato; si badi bene, trasformarsi, non di costituire o partecipare a Fondazioni. Di conseguenza, il patrimonio immobiliare degli Atenei viene trasferito a dette Fondazioni. E' una norma che aliena patrimonio pubblico a favore di soggetti privati. Inoltre, in quanto enti privati, le Fondazioni sono svincolate dalle regole di bilancio e rendicontazione cui è sottoposto il pubblico (ma continuano a percepire il finanziamento statale); il personale tecnico-amministrativo resta nel contratto Università fino alla scadenza del contratto vigente, poi si vedrà.
L'art 73 interviene pesantemente sulla contrattazione integrativa nelle Università e negli Enti di Ricerca limitandone le risorse disponibili. Infatti, vengono congelate tutte le risorse, anche provenienti dal bilancio proprio dell'Ente o dell'Ateneo, aggiuntive al fondo del salario accessorio e che venivano utilizzate per compensare il tetto al fondo determinato dalla legge finanziaria del 2006. Non solo, quel tetto viene ulteriormente ridotto del 10% mettendo in discussione anche quote di salario ormai considerate fisse e continuative. Le relative somme risparmiate vanno versate su un capitolo specifico del bilancio dello Stato.
Infine, nell'articolo si affronta il tema dei controlli della Corte dei Conti su tutti i contratti nazionali pubblici. La norma stabilisce che d'ora in avanti i rilievi della Corte dei Conti sulle ipotesi di rinnovo contrattuale avranno valore prescrittivo; chi in questi anni si è misurato con l'assoluta discrezionalità ed invasività della Corte sui Contratti nazionali sa che spesso l'unico argine all'arbitrario stravolgimento dei testi contrattuali da parte della Corte stessa era la decisione politica del Governo di registrare comunque il contratto anche in presenza di rilievi. D'ora in avanti i rilievi non potranno più essere ignorati: si assegna ad un soggetto terzo, esterno al processo negoziale e allo stesso ruolo di indirizzo del Governo, un potere di interdizione e di condizionamento che può tranquillamente prescindere, come è stato negli ultimi anni, dalle competenze e dal ruolo dell'organo di controllo. Si allungano i tempi per l'effettiva applicazione dei CCNL.
L'art. 77 contiene un generale inasprimento delle normative che riguardano la malattia e i controlli medici. Nessuno difende i falsi malati. Ma se il clima è la caccia al dipendente pubblico anche misure non pregiudizialmente negative diventano ideologiche e sospette.
In particolare in caso di malattia nei primi dieci giorni viene riconosciuto solo il trattamento fondamentale e non quello accessorio fisso e ricorrente. Si allunga solo per il pubblico dipendente il periodo di reperibilità in caso di malattia (8.30-13.00 e 14.00-20.00). Le assenze ed i permessi retribuiti non vengono coperti dal salario accessorio. Le norme, oggetto tipico della contrattazione, non sono più derogabili dai contratti.
L'art. 79 introduce la possibilità per i dipendenti pubblici di chiedere il pensionamento, a discrezione dell'Amministrazione, con cinque anni di anticipo sull'età richiesta. Munifica elargizione, poiché nei cinque anni si percepirebbe il 50% del salario fino a giungere al 70% in caso di impegni nel volontariato e sarà possibile cumulare questo salario con altri lavori autonomi, collaborazioni e consulenze.
Ogni commento è superfluo, salvo il fatto che siamo in presenza di una volontà evidente di abbattere il numero dei dipendenti pubblici ad ogni costo, a prescindere dalle competenze, dal settore, dalla pubblica utilità, dalle necessità effettive del servizio anche consentendo soluzioni che non esistono nel privato.
Nell'art. 81 si esplicita la volontà, attraverso una riorganizzazione degli assetti organizzativi, di procedere ad una riduzione non inferiore al 10% delle piante organiche del personale non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni, oltre che interventi finalizzati alla riduzione del numero dei dirigenti pubblici.
Le misure contenute nel decreto sono improntate ad una logica brutalmente semplificatoria: la campagna mediatica contro i "fannulloni" serve a veicolare e a rendere accettabile l'obiettivo fondamentale del Governo; un obiettivo molto ideologico che porta con sé concretissimi interessi economici: demolizione del pubblico in nome del mercato privato.
ll decreto si presenta come una vera e propria Finanziaria, formata da 114 articoli. Il testo ufficiale non è ancora noto, e quello ufficioso, sul quale abbiamo sviluppato le prime riflessioni, potrebbe subire aggiustamenti in fase di pubblicazione, ma rappresenta ormai il testo consolidato di riferimento.
Nel testo disponibile manca la numerazione dei commi, per cui è possibile qualche approssimazione di lettura, ma la sostanza è chiara.
L'ispirazione generale in materia di Pubblico Impiego è coerente con la campagna propagandistica delle scorse settimane: irrigidimenti normativi e attacchi al sindacato, in nome della guerra ai "fannulloni", insieme ai tagli indiscriminati al settore pubblico per finanziare l'esenzione dell'ICI sulla prima casa e le prime manovre del nuovo Governo. Se queste manovre avranno seguito, le conseguenze sul servizio pubblico, in particolare su Ricerca, Scuola e Università, saranno pesantissime e determineranno degrado della qualità e delle prestazioni.
Questi gli aspetti che interessano direttamente i nostri settori e, più in generale, il Pubblico Impiego.
L'art. 17 stabilisce la possibilità, per le Università, di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato; si badi bene, trasformarsi, non di costituire o partecipare a Fondazioni. Di conseguenza, il patrimonio immobiliare degli Atenei viene trasferito a dette Fondazioni. E' una norma che aliena patrimonio pubblico a favore di soggetti privati. Inoltre, in quanto enti privati, le Fondazioni sono svincolate dalle regole di bilancio e rendicontazione cui è sottoposto il pubblico (ma continuano a percepire il finanziamento statale); il personale tecnico-amministrativo resta nel contratto Università fino alla scadenza del contratto vigente, poi si vedrà.
L'art 73 interviene pesantemente sulla contrattazione integrativa nelle Università e negli Enti di Ricerca limitandone le risorse disponibili. Infatti, vengono congelate tutte le risorse, anche provenienti dal bilancio proprio dell'Ente o dell'Ateneo, aggiuntive al fondo del salario accessorio e che venivano utilizzate per compensare il tetto al fondo determinato dalla legge finanziaria del 2006. Non solo, quel tetto viene ulteriormente ridotto del 10% mettendo in discussione anche quote di salario ormai considerate fisse e continuative. Le relative somme risparmiate vanno versate su un capitolo specifico del bilancio dello Stato.
Infine, nell'articolo si affronta il tema dei controlli della Corte dei Conti su tutti i contratti nazionali pubblici. La norma stabilisce che d'ora in avanti i rilievi della Corte dei Conti sulle ipotesi di rinnovo contrattuale avranno valore prescrittivo; chi in questi anni si è misurato con l'assoluta discrezionalità ed invasività della Corte sui Contratti nazionali sa che spesso l'unico argine all'arbitrario stravolgimento dei testi contrattuali da parte della Corte stessa era la decisione politica del Governo di registrare comunque il contratto anche in presenza di rilievi. D'ora in avanti i rilievi non potranno più essere ignorati: si assegna ad un soggetto terzo, esterno al processo negoziale e allo stesso ruolo di indirizzo del Governo, un potere di interdizione e di condizionamento che può tranquillamente prescindere, come è stato negli ultimi anni, dalle competenze e dal ruolo dell'organo di controllo. Si allungano i tempi per l'effettiva applicazione dei CCNL.
L'art. 77 contiene un generale inasprimento delle normative che riguardano la malattia e i controlli medici. Nessuno difende i falsi malati. Ma se il clima è la caccia al dipendente pubblico anche misure non pregiudizialmente negative diventano ideologiche e sospette.
In particolare in caso di malattia nei primi dieci giorni viene riconosciuto solo il trattamento fondamentale e non quello accessorio fisso e ricorrente. Si allunga solo per il pubblico dipendente il periodo di reperibilità in caso di malattia (8.30-13.00 e 14.00-20.00). Le assenze ed i permessi retribuiti non vengono coperti dal salario accessorio. Le norme, oggetto tipico della contrattazione, non sono più derogabili dai contratti.
L'art. 79 introduce la possibilità per i dipendenti pubblici di chiedere il pensionamento, a discrezione dell'Amministrazione, con cinque anni di anticipo sull'età richiesta. Munifica elargizione, poiché nei cinque anni si percepirebbe il 50% del salario fino a giungere al 70% in caso di impegni nel volontariato e sarà possibile cumulare questo salario con altri lavori autonomi, collaborazioni e consulenze.
Ogni commento è superfluo, salvo il fatto che siamo in presenza di una volontà evidente di abbattere il numero dei dipendenti pubblici ad ogni costo, a prescindere dalle competenze, dal settore, dalla pubblica utilità, dalle necessità effettive del servizio anche consentendo soluzioni che non esistono nel privato.
Nell'art. 81 si esplicita la volontà, attraverso una riorganizzazione degli assetti organizzativi, di procedere ad una riduzione non inferiore al 10% delle piante organiche del personale non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni, oltre che interventi finalizzati alla riduzione del numero dei dirigenti pubblici.
Le misure contenute nel decreto sono improntate ad una logica brutalmente semplificatoria: la campagna mediatica contro i "fannulloni" serve a veicolare e a rendere accettabile l'obiettivo fondamentale del Governo; un obiettivo molto ideologico che porta con sé concretissimi interessi economici: demolizione del pubblico in nome del mercato privato.
lunedì 7 luglio 2008
Presentate le proposte di modifica dell'ordinanza della struttura centrale
Mercoledì 2 luglio è stata presentata l'ordinanza delle strutture centrali modificata rispetto a quanto approvato nel 2005.
Che cosa cambia?
Da un primo sommario esame si possono segnalare queste modifiche
Direzione Amministrativa
Viene istituita la Struttura Organizzativa per la Sicurezza e la Salute sul Luogo di Lavoro (S.O.S.S.)
A questa nuova struttura afferiscono: il Comitato di gestione, il Servizio Supporto Amministrativo, il Servizio Medicina Preventiva dei Lavoratori, il Servizio di Fisica Sanitaria.
Prima area dirigenziale
Settore Affari Generali: Viene aggiunto il Servizio Costituzione Organi
Settore Legale: vengono unificati il Servizio contenzioso civile e amministrativo
Settore Comunicazione e Relazioni Esterne: vengono tolti il Servizio rapporti comunitari e internazionali e il Servizio monitoraggio della competizione e viene istituito il Servizio Web.
Settore Sanità: viene tolto il Servizio gestione personale convenzionato
Viene istituito il Settore Affari Legali Contrattuali comprendente il Servizio contratti pubblici e appalti e il Servizio accordi e convenzioni.
Terza area dirigenziale
Settore Tecnico: viene tolto il Servizio Appalti e contratti che viene trasferito al nuovo Settore Legale.
Il SISA passa dalla Prima alla Terza Area Dirigenziale.
Quarta area dirigenziale
Settore Gestione Studenti: viene tolto il Servizio scambi didattici internazionali.
Settore Contributi e diritto allo studio: viene aggiunto il Servizio rapporti con la Regione Emilia-Romagna
Viene istituito il Settore Scambi Internazionali che comprende il Servizio scambi didattici internazionali per studenti italiani e il Servizio scambi didattici internazionali, logistica e accoglienza Studenti e Docenti stranieri.
Le competenze per le borse di studio vengono trasferite dall'attuale Servizio (che diventa Formazione alla ricerca) al Servizio Master, formazione permanente.
Quinta area dirigenziale
Settore Previdenza: vengono modificate le competenze tra due servizi. L'indennità di fine rapporto viene attribuita al Servizio previdenza complementare.
Tra le competenze del Servizio attività di sostegno al personale non compare più la seguente dicitura: " gestione delle iniziative ed azioni messe in atto per il raggiungimento degli obbietivi di efficacia e produttività e per la realizzazione e il mantenimento del benessere fisico e psicologico dei dipendenti, mediante ambienti e relazioni di lavoro che contribuiscano al miglioramento della qualità della vita dei lavoratori e delle prestazioni".
Sesta area dirigenziale
Viene modificata la Sesta area dirigenziale che diventa Internazionalizzazione ricerca e trasferimento tecnologico, comprendente il Settore Ricerca Privata, Trasferimento tecnologico e contratti con organismi pubblici e privati che a sua volte comprende il Servizio ricerca privata e consortile, il Servizio contratti e convenzioni di ricerca con organismi pubblici e privati e il Servizio Trasferimento Tecnologico; il Settore Ricerca Nazionale e Internazionale comprendente il Servizio Ricerca Nazionale e il Servizio Ricerca Internazionale; il Settore Affari Internazionali comprendente il Servizio per la cooperazione internazionale e il Servizio rapporti comunitari e internazionali.
Settima area dirigenziale
Viene istituita una nuova Settima Area Dirigenziale- il Sistema Bibliotecario e Museale di Ateneo.
All'interno di questa area viene istituito il Settore sistema museale di Ateneo, nel quale viene aggiunto il Servizio interazione museale nazionale ed internazionale.
Sono state inoltre fornite le proposte organizzative di quattro centri, tra cui lo CSAC da lungo atteso (CSAC, CSIBE, CIM, CEDI).
Per una analisi completa della proposta andranno poi esaminate con attenzione anche le modifiche introdotte sulle competenze dei diversi Settori e servizi. Nei prossimi giorni approfondiremo l'informazione. Entro il mese di luglio devono essere presentate osservazioni e proposte di modifica.
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L'intervento di RdB in contrattazione
I rappresentanti di RdB in contrattazione, Franco Ferrari e Francesco Covino, hanno avanzato alcune prime considerazioni.
Innanzitutto non risulta che queste proposte di modifica siano state effettuate sulla base di una effettiva e accurata analisi della situazione dei vari servizi e settori, anche in relazione al personale effettivamente disponibile e alle professionalità presenti. Non siamo ancora in presenza di una ordinanza realmente in grado di dare una svolta a questo Ateneo nella direzione dello sviluppo e della qualificazione dei servizi. Svolta tanto più necessaria di fronte alle crescenti difficoltà di bilancio. Oggi tante strutture reggono soprattutto grazie all'impegno del personale tecnico-amministrativo.
E' stato chiesto anche di quantificare i costi di questa revisione, visto che alcune scelte, come quella di creare una nuova area dirigenziale (e quindi un dirigente in più) potrebbero comportare oneri aggiuntivi non irrilevanti.
E' stato chiesto di chiudere preliminarmente le "code" derivanti dalla precedente ordinanza, per evitare che ci sia chi possa già beneficiare del "terzo giro" e chi è ancora fermo alla partenza.
In particolare si è insistito (unitamente ai colleghi di UGL e CISAL) sulla necessità di rivedere l'attuale collocazione in "serie B" delle responsabilità assegnate nelle strutture decentrate. Su questa questione il Rettore si è impegnato a fissare una specifica riunione di contrattazione entro la fine di luglio.
Infine è indispensabile che l'ordinanza non diventi lo strumento per creare corsie di favore nelle progressioni verticali a danno di quelle già programmate e delle situazioni di sottoinquadramento esistenti e che vanno sanate.
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Per ulteriori informazioni potete scrivere alle mail di francesco.covino@unipr.it e franco.ferrari@unipr.it
Che cosa cambia?
Da un primo sommario esame si possono segnalare queste modifiche
Direzione Amministrativa
Viene istituita la Struttura Organizzativa per la Sicurezza e la Salute sul Luogo di Lavoro (S.O.S.S.)
A questa nuova struttura afferiscono: il Comitato di gestione, il Servizio Supporto Amministrativo, il Servizio Medicina Preventiva dei Lavoratori, il Servizio di Fisica Sanitaria.
Prima area dirigenziale
Settore Affari Generali: Viene aggiunto il Servizio Costituzione Organi
Settore Legale: vengono unificati il Servizio contenzioso civile e amministrativo
Settore Comunicazione e Relazioni Esterne: vengono tolti il Servizio rapporti comunitari e internazionali e il Servizio monitoraggio della competizione e viene istituito il Servizio Web.
Settore Sanità: viene tolto il Servizio gestione personale convenzionato
Viene istituito il Settore Affari Legali Contrattuali comprendente il Servizio contratti pubblici e appalti e il Servizio accordi e convenzioni.
Terza area dirigenziale
Settore Tecnico: viene tolto il Servizio Appalti e contratti che viene trasferito al nuovo Settore Legale.
Il SISA passa dalla Prima alla Terza Area Dirigenziale.
Quarta area dirigenziale
Settore Gestione Studenti: viene tolto il Servizio scambi didattici internazionali.
Settore Contributi e diritto allo studio: viene aggiunto il Servizio rapporti con la Regione Emilia-Romagna
Viene istituito il Settore Scambi Internazionali che comprende il Servizio scambi didattici internazionali per studenti italiani e il Servizio scambi didattici internazionali, logistica e accoglienza Studenti e Docenti stranieri.
Le competenze per le borse di studio vengono trasferite dall'attuale Servizio (che diventa Formazione alla ricerca) al Servizio Master, formazione permanente.
Quinta area dirigenziale
Settore Previdenza: vengono modificate le competenze tra due servizi. L'indennità di fine rapporto viene attribuita al Servizio previdenza complementare.
Tra le competenze del Servizio attività di sostegno al personale non compare più la seguente dicitura: " gestione delle iniziative ed azioni messe in atto per il raggiungimento degli obbietivi di efficacia e produttività e per la realizzazione e il mantenimento del benessere fisico e psicologico dei dipendenti, mediante ambienti e relazioni di lavoro che contribuiscano al miglioramento della qualità della vita dei lavoratori e delle prestazioni".
Sesta area dirigenziale
Viene modificata la Sesta area dirigenziale che diventa Internazionalizzazione ricerca e trasferimento tecnologico, comprendente il Settore Ricerca Privata, Trasferimento tecnologico e contratti con organismi pubblici e privati che a sua volte comprende il Servizio ricerca privata e consortile, il Servizio contratti e convenzioni di ricerca con organismi pubblici e privati e il Servizio Trasferimento Tecnologico; il Settore Ricerca Nazionale e Internazionale comprendente il Servizio Ricerca Nazionale e il Servizio Ricerca Internazionale; il Settore Affari Internazionali comprendente il Servizio per la cooperazione internazionale e il Servizio rapporti comunitari e internazionali.
Settima area dirigenziale
Viene istituita una nuova Settima Area Dirigenziale- il Sistema Bibliotecario e Museale di Ateneo.
All'interno di questa area viene istituito il Settore sistema museale di Ateneo, nel quale viene aggiunto il Servizio interazione museale nazionale ed internazionale.
Sono state inoltre fornite le proposte organizzative di quattro centri, tra cui lo CSAC da lungo atteso (CSAC, CSIBE, CIM, CEDI).
Per una analisi completa della proposta andranno poi esaminate con attenzione anche le modifiche introdotte sulle competenze dei diversi Settori e servizi. Nei prossimi giorni approfondiremo l'informazione. Entro il mese di luglio devono essere presentate osservazioni e proposte di modifica.
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L'intervento di RdB in contrattazione
I rappresentanti di RdB in contrattazione, Franco Ferrari e Francesco Covino, hanno avanzato alcune prime considerazioni.
Innanzitutto non risulta che queste proposte di modifica siano state effettuate sulla base di una effettiva e accurata analisi della situazione dei vari servizi e settori, anche in relazione al personale effettivamente disponibile e alle professionalità presenti. Non siamo ancora in presenza di una ordinanza realmente in grado di dare una svolta a questo Ateneo nella direzione dello sviluppo e della qualificazione dei servizi. Svolta tanto più necessaria di fronte alle crescenti difficoltà di bilancio. Oggi tante strutture reggono soprattutto grazie all'impegno del personale tecnico-amministrativo.
E' stato chiesto anche di quantificare i costi di questa revisione, visto che alcune scelte, come quella di creare una nuova area dirigenziale (e quindi un dirigente in più) potrebbero comportare oneri aggiuntivi non irrilevanti.
E' stato chiesto di chiudere preliminarmente le "code" derivanti dalla precedente ordinanza, per evitare che ci sia chi possa già beneficiare del "terzo giro" e chi è ancora fermo alla partenza.
In particolare si è insistito (unitamente ai colleghi di UGL e CISAL) sulla necessità di rivedere l'attuale collocazione in "serie B" delle responsabilità assegnate nelle strutture decentrate. Su questa questione il Rettore si è impegnato a fissare una specifica riunione di contrattazione entro la fine di luglio.
Infine è indispensabile che l'ordinanza non diventi lo strumento per creare corsie di favore nelle progressioni verticali a danno di quelle già programmate e delle situazioni di sottoinquadramento esistenti e che vanno sanate.
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Per ulteriori informazioni potete scrivere alle mail di francesco.covino@unipr.it e franco.ferrari@unipr.it
venerdì 20 giugno 2008
giovedì 19 giugno 2008
martedì 17 giugno 2008
Le RdB aprono una vertenza su:Regolamento mobilità interna, Fondi per il personale tecnico-amministrativo e Ordinanza
Le RdB hanno valutato con grande preoccupazione alcune scelte compiute dall'Amministrazione in questi ultimi mesi (mobilità interna, buoni-pasto, straordinari) dalle quali è emersa una sostanziale indisponibilità a discutere reali miglioramenti della condizione salariale e lavorativa del personale tecnico-amministrativo.
Regolamento mobilità interna
In particolare considerano estremamente grave la decisione di modificare il Regolamento per la Mobilità Interna, nonostante i molti pareri contrari espressi in contrattazione, dal Consiglio del personale e dalla maggioranza dei componenti del personale tecnico-amministrativo in Consiglio d'Amministrazione.
Queste modifiche rendono molto più facile lo spostamente di personale tra le strutture. Nella discussione in Consiglio d'Amministrazione è stata espressa chiaramente la volontà di una parte della docenza di poter finalmente disporre del personale tecnico-amministrativo senza "inutili intralci" come sono considerate da qualcuno le legittime tutele del personale.
E' evidente che anche qui c'è chi vuole cavalcare la campagna ideologica contro "i fannulloni" per far ricadere sul personale tecnico-amministrativo inefficienze e sprechi che in gran parte derivano invece dalle scelte compiute dai responsabili politici e amministrativi delle amministrazioni pubbliche.
Per questa ragione gli effetti che potrebbe avere il regolamento sulla Mobilità Interna come unilateralmente modificato dall'Amministrazione, non possono essere sottovalutati. Le RdB hanno quindi ritenuto necessario avviare una raccolta di firme tra tutto il personale per chiedere il ripristino delle norme precedenti che tutelano maggiormente tutto il personale. Nei prossimi giorni invieremo il testo dell'appello da far circolare e sottoscrivere.
Fondi per il personale tecnico-amministrativo
La recente discussione sul bilancio consuntivo 2007 avvenuta in Consiglio di Amministrazione ha confermato la preoccupante situazione economico-finanziaria del nostro Ateneo. Su questa hanno sicuramente inciso i tagli dei trasferimenti nazionali, ma è altrettanto evidente che cominciamo a pagare la mancanza di una strategia adeguata di sviluppo della nostra Università. Già in occasione del bilancio preventivo 2008, approvato lo scorso dicembre, avevamo denunciato che si trattava di un bilancio di mera sopravvivenza.
A fronte di questa situazione indubbiamente difficile il peso dei sacrifici non viene ripartito in modo equo. Nel bilancio preventivo per l'anno in corso la voce relativa agli stipendi del personale docente prevende un aumento di 1.308.000 euro, mentre su tutte le voci che riguardano il personale tecnico-amministrativo non c'è un euro in più. Pensiamo invece che la torta sia già eccessivamente sbilanciata a favore della docenza (85 milioni e mezzo di euro contro 37 milioni di euro). Per questo chiediamo che ci sia un impegno nel prossimo triennio a riequilibrare la quota destinata al personale tecnico-amministrativo, che è attualmente attorno al 30% della quota dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) destinata al personale. Anche uno spostamento di solo mezzo punto percentuale garantirebbe le prossime progressioni orizzontali senza rischiare di dover intaccare il Fondo Incentivante.
Ordinanza
L'attuale struttura organizzativa emanata nel 2005 ha dimostrato sin dall'inizio tutti i suoi limiti di impostazione. L'individuazione delle responsabilità nelle strutture decentrate è stata affidata alle indicazioni dei singoli responsabili. Si sono determinati forti disparità di trattamento tra struttura e struttura. Lo stesso è avvenuto anche nella sede centrale. Diverse realtà non hanno avuto adeguato riconoscimento e altre sono state completamente "dimenticate".
Per questo una radicale revisione dell'ordinanza è più che necessaria. Finora l'Amministrazione non ha presentato alcuna proposta in contrattazione, né ha ritenuto di ascoltare preliminarmente le organizzazioni sindacali. Non vorremmo che la revisione si trasformasse in una operazione di impronta clientelare, senza alcun rapporto reale con il miglioramento della struttura organizzativa e il rispetto della professionalità del personale. Tanto più che in presenza di risorse scarse questo influirebbe negativamente sia sul fondo incentivante che sulle progressioni verticali.
Le RdB chiedono:
che si apra subito una discussione sui criteri e le linee generali di revisione dell'ordinanza;
che si proceda a definire la programmazione delle progressioni verticali;
che venga sanate preliminarmente le "code" della precedente ordinanza, per evitare che vi siano strutture che possano beneficiare della terza ordinanza, quando altre devono ancora aspettare la prima.
Su tutti questi temi riteniamo sia necessaria la mobilitazione del personale, prima di trovarci di fronte a fatti compiuti che possano avere pesanti conseguenze negative per tutto il personale.
Questi obbiettivi saranno anche al centro dello sciopero di due ore del 20 giugno, assieme alla rivendicazione del contratto nazionale.
Rappresentanze Sindacali di Base (RdB-CUB)
Regolamento mobilità interna
In particolare considerano estremamente grave la decisione di modificare il Regolamento per la Mobilità Interna, nonostante i molti pareri contrari espressi in contrattazione, dal Consiglio del personale e dalla maggioranza dei componenti del personale tecnico-amministrativo in Consiglio d'Amministrazione.
Queste modifiche rendono molto più facile lo spostamente di personale tra le strutture. Nella discussione in Consiglio d'Amministrazione è stata espressa chiaramente la volontà di una parte della docenza di poter finalmente disporre del personale tecnico-amministrativo senza "inutili intralci" come sono considerate da qualcuno le legittime tutele del personale.
E' evidente che anche qui c'è chi vuole cavalcare la campagna ideologica contro "i fannulloni" per far ricadere sul personale tecnico-amministrativo inefficienze e sprechi che in gran parte derivano invece dalle scelte compiute dai responsabili politici e amministrativi delle amministrazioni pubbliche.
Per questa ragione gli effetti che potrebbe avere il regolamento sulla Mobilità Interna come unilateralmente modificato dall'Amministrazione, non possono essere sottovalutati. Le RdB hanno quindi ritenuto necessario avviare una raccolta di firme tra tutto il personale per chiedere il ripristino delle norme precedenti che tutelano maggiormente tutto il personale. Nei prossimi giorni invieremo il testo dell'appello da far circolare e sottoscrivere.
Fondi per il personale tecnico-amministrativo
La recente discussione sul bilancio consuntivo 2007 avvenuta in Consiglio di Amministrazione ha confermato la preoccupante situazione economico-finanziaria del nostro Ateneo. Su questa hanno sicuramente inciso i tagli dei trasferimenti nazionali, ma è altrettanto evidente che cominciamo a pagare la mancanza di una strategia adeguata di sviluppo della nostra Università. Già in occasione del bilancio preventivo 2008, approvato lo scorso dicembre, avevamo denunciato che si trattava di un bilancio di mera sopravvivenza.
A fronte di questa situazione indubbiamente difficile il peso dei sacrifici non viene ripartito in modo equo. Nel bilancio preventivo per l'anno in corso la voce relativa agli stipendi del personale docente prevende un aumento di 1.308.000 euro, mentre su tutte le voci che riguardano il personale tecnico-amministrativo non c'è un euro in più. Pensiamo invece che la torta sia già eccessivamente sbilanciata a favore della docenza (85 milioni e mezzo di euro contro 37 milioni di euro). Per questo chiediamo che ci sia un impegno nel prossimo triennio a riequilibrare la quota destinata al personale tecnico-amministrativo, che è attualmente attorno al 30% della quota dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) destinata al personale. Anche uno spostamento di solo mezzo punto percentuale garantirebbe le prossime progressioni orizzontali senza rischiare di dover intaccare il Fondo Incentivante.
Ordinanza
L'attuale struttura organizzativa emanata nel 2005 ha dimostrato sin dall'inizio tutti i suoi limiti di impostazione. L'individuazione delle responsabilità nelle strutture decentrate è stata affidata alle indicazioni dei singoli responsabili. Si sono determinati forti disparità di trattamento tra struttura e struttura. Lo stesso è avvenuto anche nella sede centrale. Diverse realtà non hanno avuto adeguato riconoscimento e altre sono state completamente "dimenticate".
Per questo una radicale revisione dell'ordinanza è più che necessaria. Finora l'Amministrazione non ha presentato alcuna proposta in contrattazione, né ha ritenuto di ascoltare preliminarmente le organizzazioni sindacali. Non vorremmo che la revisione si trasformasse in una operazione di impronta clientelare, senza alcun rapporto reale con il miglioramento della struttura organizzativa e il rispetto della professionalità del personale. Tanto più che in presenza di risorse scarse questo influirebbe negativamente sia sul fondo incentivante che sulle progressioni verticali.
Le RdB chiedono:
che si apra subito una discussione sui criteri e le linee generali di revisione dell'ordinanza;
che si proceda a definire la programmazione delle progressioni verticali;
che venga sanate preliminarmente le "code" della precedente ordinanza, per evitare che vi siano strutture che possano beneficiare della terza ordinanza, quando altre devono ancora aspettare la prima.
Su tutti questi temi riteniamo sia necessaria la mobilitazione del personale, prima di trovarci di fronte a fatti compiuti che possano avere pesanti conseguenze negative per tutto il personale.
Questi obbiettivi saranno anche al centro dello sciopero di due ore del 20 giugno, assieme alla rivendicazione del contratto nazionale.
Rappresentanze Sindacali di Base (RdB-CUB)
PER IL RINNOVO SUBITO DEL CONTRATTO SCADUTO: 20 GIUGNO 2008 SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI UNIVERSITARI DI 2 ORE
E' passato un mese dall'ultimo incontro con l'ARAN ma la trattativa sul contratto nazionale scaduto non riprende a dimostrazione che non c'è volontà di fare un accordo rapido per garantire ai lavoratori universitari gli aumenti che aspettano dal 2006. Gli altri lavoratori pubblici gli aumenti li hanno già avuti!
Non protestare e non mobilitarsi contro il diverso trattamento riservato ai lavoratori universitari e della ricerca, in tempi di attacchi sfrenati ai lavoratori pubblici in nome della lotta ai "fannulloni" significa isolare e indebolire due delle categorie numericamente più deboli del pubblico impiego e aprire le porte alla "sperimentazione" in questi comparti di quelle "riforme" contrattuali che prevedono la cancellazione dei contratti economici biennali e dello stesso contratto nazionale!
NON FAREMO LE CAVIE PER LE "RIFORME" DEL MODELLO CONTRATTUALE!
LA VERA RIFORMA CONTRATTUALE E':
RINNOVARE SUBITO I CONTRATTI SCADUTI,
PAGARE AI LAVORATORI GLI AUMENTI DOVUTI!
L'assemblea nazionale dei delegati RdB d'Ateneo, riunita a Roma il 6 giugno, preso atto del fallimento del tentativo di conciliazione avviato presso il Ministero del Lavoro, ha perciò deciso di far coincidere la propria iniziativa di lotta per il contratto con il giorno del 20 giugno, data di mobilitazione nazionale indetta unitariamente dal sindacalismo di base dei lavoratori pubblici e privati, per il salario, la sicurezza sul lavoro, la democrazia sindacale contro la precarietà:
20 GIUGNO 2008
SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI UNIVERSITARI DI 2 ORE
Non protestare e non mobilitarsi contro il diverso trattamento riservato ai lavoratori universitari e della ricerca, in tempi di attacchi sfrenati ai lavoratori pubblici in nome della lotta ai "fannulloni" significa isolare e indebolire due delle categorie numericamente più deboli del pubblico impiego e aprire le porte alla "sperimentazione" in questi comparti di quelle "riforme" contrattuali che prevedono la cancellazione dei contratti economici biennali e dello stesso contratto nazionale!
NON FAREMO LE CAVIE PER LE "RIFORME" DEL MODELLO CONTRATTUALE!
LA VERA RIFORMA CONTRATTUALE E':
RINNOVARE SUBITO I CONTRATTI SCADUTI,
PAGARE AI LAVORATORI GLI AUMENTI DOVUTI!
L'assemblea nazionale dei delegati RdB d'Ateneo, riunita a Roma il 6 giugno, preso atto del fallimento del tentativo di conciliazione avviato presso il Ministero del Lavoro, ha perciò deciso di far coincidere la propria iniziativa di lotta per il contratto con il giorno del 20 giugno, data di mobilitazione nazionale indetta unitariamente dal sindacalismo di base dei lavoratori pubblici e privati, per il salario, la sicurezza sul lavoro, la democrazia sindacale contro la precarietà:
20 GIUGNO 2008
SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI UNIVERSITARI DI 2 ORE
giovedì 5 giugno 2008
Accordo sullo straordinario
ACCORDO DI CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA INERENTE I CRITERI GENERALI PER LA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE DESTINATE ALLA CORRESPONSIONE DEI COMPENSI PER PRESTAZIONI DI LAVORO STRAORDINARIO - ANNO 2008 -
Le delegazioni titolari della Contrattazione Integrativa,
preso atto
del precedente accordo, sottoscritto in data 5 febbraio 2008, con cui si era convenuto di assegnare provvisoriamente alle Strutture dell’Ateneo un monte ore lavoro straordinario pari a circa il 33% dell’assegnazione effettuata per l’anno 2007;
che il lavoro straordinario non può rappresentare un fattore ordinario di programmazione del tempo di lavoro e, pertanto, può essere utilizzato solo per esigenze eccezionali, imprevedibili e non programmabili;
della volontà delle parti di effettuare un monitoraggio trimestrale e costante delle prestazioni straordinarie retribuite e delle maggiori prestazioni rese dal personale;
convengono
sui seguenti criteri generali per la ripartizione delle risorse stanziate per la corresponsione dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario, dando contestualmente mandato all’Amministrazione di:
1. procedere ad una ulteriore assegnazione del monte ore lavoro straordinario nei confronti delle varie Strutture dell’Ateneo, attribuendo nel complesso a ciascuna struttura un monte ore annuo non superiore al 92% dell’assegnazione effettuata per l’anno 2007;
2. accantonare una quota pari a n° 3.400 ore di lavoro straordinario, al fine di garantire prestazioni indispensabili e non programmabili;
3. riconfermare la possibilità, per il personale con regime di lavoro part-time orizzontale, di richiedere il pagamento per lavoro straordinario non oltre le 36 ore annue, con un massimo di n° 5 ore mensili;
4. fissare un tetto massimo, di norma, di n° 150 ore annue per l’utilizzo del monte ore lavoro straordinario consentito al singolo dipendente, fatto salvo quanto previsto dal Dlgs n° 66/2003;
5. effettuare un monitoraggio nominativo e trimestrale dell’utilizzo del monte ore lavoro straordinario assegnato alle Strutture e delle maggiori prestazioni rese dal personale, dandone informazione alla parte sindacale.
I Responsabili di ogni Struttura non potranno destinare al proprio personale quote orarie eccedenti il monte ore lavoro straordinario assegnato.
In caso di insorgenza di esigenze eccezionali, imprevedibili e non programmabili potranno richiedere un’assegnazione integrativa, con richiesta adeguatamente motivata che sarà valutata di norma entro il mese successivo.
I suddetti Responsabili dovranno astenersi dall’autorizzare richieste di pagamento in attesa della valutazione della propria richiesta da parte dell’Amministrazione o in assenza dell’assegnazione dell’integrazione richiesta.
Il personale interessato potrà, compatibilmente con le esigenze della struttura, procedere al recupero delle ore lavorate oltre l’orario normale.
Le parti convengono, infine, di destinare ad un utilizzo diverso nell’ambito dell’art. 67 del CCNL, rispetto a quanto indicato nella certificazione dei Revisori dei Conti in data 17.12.2007, i risparmi accertati a consuntivo delle risorse destinate alla corresponsione dei compensi per lavoro straordinario ed in particolare di finalizzarle alla quota destinata alle progressioni orizzontali.
Quanto sopra fatto salvo orientamenti diversi che potrebbero essere assunti all’atto della definizione del contratto integrativo per il triennio 2008-2010.
Parma, __4 giugno 2008____
Per la delegazione di Parte Pubblica:
Prof. Guido CRISTINI _____firmato________
Dr. Angelo ALIANI _____firmato________
La delegazione di Parte Sindacale:
- R.S.U.:
CAVAZZINI Giovanna _____firmato________
COVINO Francesco __________________
DI LORENZO Guido __________________
FERRARI Franco __________________
FUGANTI Anna Maria __________________
FURINI Angelo _____firmato________
GHILLANI Mario __________________
MONTANARI Franco _____firmato________
POLETTI Silvia _____firmato________
RIVALTA Giuseppe _____firmato________
TOTARO Lucia _____firmato________
VARESI Maria Cristina
Per le Strutture territoriali delle Organizzazioni Sindacali di comparto:
IANELLI Giovanni _____firmato________
su designazione Sindacato Flc CGIL
PINARDI Gian Luca _____firmato________
Sindacato CISL
MANINI Maurizio _____firmato________
Sindacato UIL
MICHELINI Gianluigi _____firmato________
Su designazione Sindacato CISAPUNI
MARINI Riccardo ___________________
Su designazione Sindacato CSA della CISAL
Le delegazioni titolari della Contrattazione Integrativa,
preso atto
del precedente accordo, sottoscritto in data 5 febbraio 2008, con cui si era convenuto di assegnare provvisoriamente alle Strutture dell’Ateneo un monte ore lavoro straordinario pari a circa il 33% dell’assegnazione effettuata per l’anno 2007;
che il lavoro straordinario non può rappresentare un fattore ordinario di programmazione del tempo di lavoro e, pertanto, può essere utilizzato solo per esigenze eccezionali, imprevedibili e non programmabili;
della volontà delle parti di effettuare un monitoraggio trimestrale e costante delle prestazioni straordinarie retribuite e delle maggiori prestazioni rese dal personale;
convengono
sui seguenti criteri generali per la ripartizione delle risorse stanziate per la corresponsione dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario, dando contestualmente mandato all’Amministrazione di:
1. procedere ad una ulteriore assegnazione del monte ore lavoro straordinario nei confronti delle varie Strutture dell’Ateneo, attribuendo nel complesso a ciascuna struttura un monte ore annuo non superiore al 92% dell’assegnazione effettuata per l’anno 2007;
2. accantonare una quota pari a n° 3.400 ore di lavoro straordinario, al fine di garantire prestazioni indispensabili e non programmabili;
3. riconfermare la possibilità, per il personale con regime di lavoro part-time orizzontale, di richiedere il pagamento per lavoro straordinario non oltre le 36 ore annue, con un massimo di n° 5 ore mensili;
4. fissare un tetto massimo, di norma, di n° 150 ore annue per l’utilizzo del monte ore lavoro straordinario consentito al singolo dipendente, fatto salvo quanto previsto dal Dlgs n° 66/2003;
5. effettuare un monitoraggio nominativo e trimestrale dell’utilizzo del monte ore lavoro straordinario assegnato alle Strutture e delle maggiori prestazioni rese dal personale, dandone informazione alla parte sindacale.
I Responsabili di ogni Struttura non potranno destinare al proprio personale quote orarie eccedenti il monte ore lavoro straordinario assegnato.
In caso di insorgenza di esigenze eccezionali, imprevedibili e non programmabili potranno richiedere un’assegnazione integrativa, con richiesta adeguatamente motivata che sarà valutata di norma entro il mese successivo.
I suddetti Responsabili dovranno astenersi dall’autorizzare richieste di pagamento in attesa della valutazione della propria richiesta da parte dell’Amministrazione o in assenza dell’assegnazione dell’integrazione richiesta.
Il personale interessato potrà, compatibilmente con le esigenze della struttura, procedere al recupero delle ore lavorate oltre l’orario normale.
Le parti convengono, infine, di destinare ad un utilizzo diverso nell’ambito dell’art. 67 del CCNL, rispetto a quanto indicato nella certificazione dei Revisori dei Conti in data 17.12.2007, i risparmi accertati a consuntivo delle risorse destinate alla corresponsione dei compensi per lavoro straordinario ed in particolare di finalizzarle alla quota destinata alle progressioni orizzontali.
Quanto sopra fatto salvo orientamenti diversi che potrebbero essere assunti all’atto della definizione del contratto integrativo per il triennio 2008-2010.
Parma, __4 giugno 2008____
Per la delegazione di Parte Pubblica:
Prof. Guido CRISTINI _____firmato________
Dr. Angelo ALIANI _____firmato________
La delegazione di Parte Sindacale:
- R.S.U.:
CAVAZZINI Giovanna _____firmato________
COVINO Francesco __________________
DI LORENZO Guido __________________
FERRARI Franco __________________
FUGANTI Anna Maria __________________
FURINI Angelo _____firmato________
GHILLANI Mario __________________
MONTANARI Franco _____firmato________
POLETTI Silvia _____firmato________
RIVALTA Giuseppe _____firmato________
TOTARO Lucia _____firmato________
VARESI Maria Cristina
Per le Strutture territoriali delle Organizzazioni Sindacali di comparto:
IANELLI Giovanni _____firmato________
su designazione Sindacato Flc CGIL
PINARDI Gian Luca _____firmato________
Sindacato CISL
MANINI Maurizio _____firmato________
Sindacato UIL
MICHELINI Gianluigi _____firmato________
Su designazione Sindacato CISAPUNI
MARINI Riccardo ___________________
Su designazione Sindacato CSA della CISAL
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